di Carmen Di Nardo

La Calabria, tra le sue meraviglie naturalistiche, nasconde borghi ricchi di storia. In questi luoghi troverete riferimenti ai monaci basiliani, che nel sud dell’Italia avevano trovato rifugio dalle persecuzioni, alle comunità di albanesi, gli arbëreshë, fuggiti dai Balcani assediati dai Turchi-Ottomani, al periodo dei bizantini e dei normanni.

Calabria, i borghi più belli

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Il borgo di per sé è un posto magico perché raccoglie in piccoli spazi tante meraviglie architettoniche, monumentali, storiche. Se si parte da una metropoli, giunti in questi luoghi la prima sensazione che si percepisce è un rallentamento del tempo: come se la frenesia e i ritmi quotidiani improvvisamente non avessero più senso.
Le donne sedute fuori le porte di casa che ricamano tra un pettegolezzo e l’altro o sbucciano i cardi selvatici e l’odore di cucinato misto a spezie ed erbe aromatica che attraversa i vicoli mostrano un altro modo di vivere. Ideali per un fuoriporta o per godersi giorni di relax i borghi della Calabria vi mostreranno un volto diverso dalle bellissime spiagge ma ugualmente interessante e in più ricco di cultura.

1. Rocca Imperiale, Cosenza

Il primo borgo calabrese che si incontra scendendo lungo la penisola italiana è Rocca Imperiale, così vicina al confine con la Basilicata da avere dei tratti in comune anche con Matera. Il nome del borgo rispecchia perfettamente l’immagine che appare da lontano: un castello medievale da cui parte una gradinata fatta di case che si espande lungo il colle.

Rocca Imperiale - Panoramica del castello

La costruzione del castello svevo nel 1239, voluto da Federico II come fortezza difensiva durante i suoi spostamenti sullo Jonio, diede l’attuale nome al borgo, prima conosciuto come Castrum Carcari. Oggi è possibile visitare gran parte di questo maestoso esempio di architettura medievale e rinascimentale, gravemente saccheggiato durante l’invasione di 4000 pirati saraceni nel 1644.

La famiglia Cappa ha vissuto nel castello fino al recente 1989. Al suo interno troverete uno splendido terrazzo panoramico sul golfo di Taranto, la piazza d’armi, la torre Polveriera, le scuderie con le mangiatorie e gli stalli per i cavalli, la cucina e tracce degli affreschi che rimandano allo sfarzo del passato.

Scendendo lungo gli stretti vicoli del borgo troverete tante cappelle ma fermatevi a vedere quella più antica, la Chiesa Madre, voluta anch’essa da Federico II che la fece costruire subito dopo il castello. Continuando lungo la “discesa delle sirene” si arriva al Monastero francescano dei Frati Osservanti, che rispecchia lo stile sobrio dell’Ordine.

Durante la visita vedrete la cisterna, il porticato, la chiesa e le celle. Il Museo delle Cere è una tappa simpatica perché sarà lo stesso creatore delle opere, il maestro Pino Tufaro ad accompagnarvi tra le riproduzioni di Papi, politici e personaggi noti, italiani e internazionali. Prima di andar via assaggiate gli ottimi limoni peri quali il borgo è particolarmente rinomato.

2. Buonvicino, Cosenza

Il borgo di Buonvicino sembra voglia richiamare già nel nome la sua particolare composizione: si tratta di tre distinti casali, due ellenici (Salvato e Tripidone) e uno romano (Trigiano), che nel ‘300 furono unificati dai monaci basiliani.

Legato alla città di Diamante dal fiume Corvino, il borgo si trova a pochi passi da una meraviglia naturale, il Parco Nazionale di Pollino. Molto gettonato per festeggiare la Pasquetta, il parco è una vasta area che coinvolge anche la Basilicata e che abbraccia una parte dell’Appennino: al suo interno vi rilasserete tra prati, pascoli e fossili.

 

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Percorrendo uno dei sentieri naturalistici che da Buonvicino porta al parco troverete una grotta con annessa chiesa conosciuta per esser stata la dimora di San Ciriaco Abate tra il X e l’XI secolo. Come tutti i villaggi nati tra i monti, le case sono una a ridosso dell’altra e tra le varie stradine fate caso agli splendidi palazzi delle importanti famiglie che hanno dominato il paese.

In particolare il palazzo ducale del ‘600 della famiglia Cavalcanti e il palazzo De Paola dei Borboni di Malvito ma anche la residenza della famiglia Caglianone o i tre palazzi nobiliari attribuiti della famiglia Cauteruccio.

Da vedere la chiesa del Santo Patrono, S. Ciriaco festeggiato a metà settembre con una processione e una sagra a base di fusilli con sugo di carne di capra, baccalà e peperoni fritti, spezzatino e trippa di capra. Non perdete il Museo del Gusto dedicato al Duca, appassionato di cucina, Ippolito Cavalcanti.

3. Aieta

Nell’altopiano tirreno Cosentino, affacciato sul Golfo di Policastro, sorge il Borgo di Aieta dalle casette bianche con i tetti rossi.

Tra le meraviglie da vedere in questo luogo raccolto soffermatevi sul Palazzo Rinascimentale Martirano-Spinelli, caratterizzato da uno stile insolito per il territorio calabro, che domina con la sua imponenza il villaggio sottostante. Fu costruito proprio dai Martirano nel XVI secolo, ampliato dai Marchesi Cosentino e venduto agli Spinelli di Scalea. Il Palazzo si compone di tre piani, con le cantine e la prigione nel sotterraneo, uffici, sale di ricevimento, cucine e corpo di guardia a piano terra e le camere da letto al primo piano.

 

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Se vi state ancora chiedendo se davvero esistessero i piccioni viaggiatori la colombaia vi confermerà l’utilizzo di questo insolito mezzo di comunicazione. Nel 1913 è stato dichiarato monumento nazionale e oggi il palazzo è di proprietà comunale. Interessante anche la chiesa di Santa Maria della Visitazione, del XVI secolo il cui interno è ricco di affreschi e dipinti su tavola.

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Il portale d’ingresso è in pietra come quello di alcuni palazzi signorili che troverete passeggiando per i vicoli del centro storico. Attraversando il Ponte Medievale arriverete ai resti della “Valle dei Mulini” sul torrente Tronaturo.

4. Stilo, Reggio Calabria

L’antico borgo di Stilo è stato il centro Bizantino più importante della Calabria meridionale. Raccolto nella valle dello Stilaro le sue case in pietra formano una piramide ai piedi del monte Consolino. Tra le rocce del monte troverete molte laure: bellissime grotte ed eremi rupestri affrescati.

Nella parte più alta, quasi sospesa, c’è la splendida Cattolica di Stilo: un piccolo tempio costruito dai monaci basiliani. Entrando noterete la forte luce della parte superiore in contrapposizione con la penombra della parte bassa, ideale per il raccoglimento in preghiera. Al suo interno sono custoditi affreschi, portati alla luce nel 1927 dall’archeologo Paolo Orsi, esempi unici di pittura normanna che risalgono all’anno Mille.

 

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Stilo è la città che ha dato i natali al grande metafisico Tommaso Campanella, il quale trascorse gli anni giovanili nel convento della chiesa di San Domenico. Sono tanti i luoghi religiosi che troverete lungo il dedalo di stradine del borgo ma se non avete molto tempo a disposizione non perdete il Duomo, antica sede vescovile, dove potrete ammirare il portale a ogiva romanico-gotico (XIX sec.) e la tela secentesca della Madonna di Ognissanti, opera di Battistello Caracciolo.

5. Santa Severina, Crotone

Santa Severina, è proprio il caso di dirlo, nasce sul cucuzzolo di una montagna, uno sperone di tufo che si affaccia sulla vallata del fiume Neto. Ribattezzato “la nave di pietra”, perché in inverno con la nebbia ricorda proprio l’immagine di una nave che attraversa un mare di nuvole, è un borgo ricco di meraviglie storiche di origine bizantina e normanna.

Santa Severina (KR)

La città è dominata dal castello, le cui origini risalgono al XI secolo, voluto dal re normanno Roberto il Guiscardo. La recente opera di restauro ha portato alla luce i reperti storici e gli stili architettonici del passato che si sono fusi con le varie ristrutturazioni: si è scoperto ad esempio che il castello sorge sull’acropoli della vecchia Siberene grazie ad una tomba rinvenuta presso la necropoli bizantina.

 

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Al suo interno potrete visitare il museo di Santa Severina che mostra le varie collezioni archeologiche e il museo di arte contemporanea. Da non perdere anche la Cattedrale, che fu in parte ricostruita, e l’annesso Battistero, importante esempio di architettura bizantina che ha conservato la sua struttura originaria. Particolare anche la chiesetta di Santa Filomena che si sviluppa su due piani.

6. Morano Calabro, Cosenza

Un fitto tessuto di case caratterizza l’antico borgo di Morano, cullato dai monti circostanti e soprannominato anche “Il presepe del Pollino” proprio per le sue semplici case dai tetti rossi e le stradine strette che portano al castello in cima.

Morano Calabro

La storia del borgo è raccontata dalle splendide chiese, come quella di San Bernardino da Siena, un antico monastero risalente al ‘400 in stile tardo-gotico. Resterete affascinati dal soffitto ligneo e dal Polittico di Bartolomeo Vivarini, dipinto a Murano nel 1477.

Imperdibile il castello di origine normanna (secoli XII-XIII), scelto dal Principe Sanseverino come dimora e la chiesa di Santa Maria Maddalena, simbolo del centro storico, con la cupola e il campanile coperti da maioliche gialle e blu. Scoprirete chiese, conventi e palazzi nobiliari del seicento nella passeggiata tra le stradine del borgo, ma oltre alle cose da vedere a Morano Calabro si può fare anche tanto sport a contatto con la natura.

Morano Calabro

Presso gli agriturismi, tra un assaggio e l’altro, potrete fare escursioni a cavallo o scegliere un giro in mountain bike all’interno dell’area protetta del Parco Nazionale del Pollino, di cui il Borgo di Morano fa parte. Nel periodo che va tra luglio e settembre musica e cibo saranno un piacevole modo per celebrare le feste religiose e per divertire turisti e residenti. Caratteristica è invece la festa della Bandiera, una gara tra i tre rioni del borgo in commemorazione della liberazione dai saraceni.

7. Gerace, Reggio Calabria

L’eleganza e la semplicità contraddistinguono il borgo di Gerace che sorge tra il mar Jonico e l’Aspromonte in un luogo scelto, secondo la leggenda, da un rapace come punto protetto dalle invasioni saracene che arrivavano sulle coste.

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Negli anni ha subito crolli, alluvioni e terremoti e una parte di esso mostra le ferite non ancora risanate mentre, per fortuna ci sono chiese monumentali, come la cattedrale, che sono state ricostruite. Assolutamente da non perdere la cattedrale eretta nell’XI secolo sulle rovine di una precedente costruzione sacra, che è tra le costruzioni normanne più importanti del Meridione e per questo dichiarata bene architettonico di interesse nazionale.

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Il suo aspetto imponente e l’utilizzo della pietra calcarea, la rendono più simile ad una fortezza che ad una chiesa e in essa confluiscono differenti stili: romanico, bizantino e barocco. Al suo interno sono custoditi tesori e opere d’arte da vedere come i paramenti sacri, tessuti in oro e argento da noti argentieri, tra cui i napoletani Gennaro Pace e Romanelli, che troverete esposti nella cripta.

 

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Dedicate del tempo anche all’opera dei Gagini del 1547 che raffigura San Tommaso o la statua del ‘300 realizzata dell’artista senese Tino da Camaino. Come ogni borgo che si rispetti anche Gerace ha il suo castello normanno, costruito da Ruggero II nell’XI secolo, separato dalla rupe e con l’accesso tramite il ponte levatoio. Passeggiando non perdete le finestre bifore della “Casa Catalana”.

8. Civita, Cosenza

Il borgo di Civita, nascosto tra le meraviglie naturali del Parco del Pollino e a pochi passi dalle gole del Raganello, custodisce le tradizioni del popolo arbëreshë. Fu nel 1471 che Civita ospitò gli albanesi in fuga dai Balcani, occupati dai Turchi-Ottomani.

Civita, Calabria (Italia)

Passeggiando tra i suoi vicoli stretti, che conducono alle principali piazze, noterete la struttura urbana ideale per favorire l’interazione tra i vicini di casa, che spesso avviene con dialoghi tra balconi o formando un cerchio di sedie negli slarghi per trascorrere il tempo libero tra chiacchiere e ricami. Questo tessuto urbanistico in albanese prende il nome di gjitonia.

Tra i quartieri di Civita il più interessante è quello medievale di Sant’Antonio, nel quale spiccano anche i particolari comignoli del borgo, la cui funzione non è solo quella di far fuoriuscire il fumo dei camini, ma anche quella di allontanare, con le loro forme minacciose, gli spiriti maligni. Ogni casa ha il suo comignolo decorato e la loro costruzione è stata datata tra la fine del Seicento e l’inizio del Novecento.

Un’altra particolarità architettonica, presente nel rione di Sant’Antonio, sono le “case di Kodra”, il cui nome è un omaggio allo stile del famoso pittore postcubista albanese Ibrahim Kodra che visitò il paese negli anni ’90.

Italy 2017 - Calabria, Campania-227

Non sono semplicissime da individuare ma se guardate attentamente le facciate delle case all’improvviso noterete un volto umano, con le finestre al posto degli occhi, la canna fumaria che disegna un naso e la porta d’ingresso come bocca (per questo sono conosciute anche come “case parlanti”).

9. Bova, Reggio Calabria

Fuori dai circuiti turistici a causa anche delle strade impervie da percorrere per raggiungerlo, il borgo di Bova è un vero e proprio gioiello nascosto che mostra tracce d’arte bizantina, normanna e medievale.

Capitale dei Greci di Calabria, il suo nome si pensa sia legato al pascolo dei buoi, visto che Bova anticamente era l’epicentro dell’economia pastorale e contadina della Calabria. Vari eventi disastrosi hanno danneggiato le opere architettoniche e parte dell’antica città, come il terremoto del 1783 e i bombardamenti della II Guerra Mondiale. Una parte è stata ricostruita mentre di alcune opere restano soltanto i ruderi come per il Castello Normanno (X-XI sec.) i cui resti sono arroccati su uno sperone roccioso.

 

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La ricchezza storica del paese è evidente nei palazzi gentilizi che si incontrano tra le stradine tortuose della città, riconoscibili dagli splendidi portali d’ingresso. Il comune ha trasformato uno di questi palazzi (precisamente il palazzo Mesiani-Mazzacuva) in un centro culturale sulla Magna Grecia. Oltre alla cattedrale seicentesca, antica sede vescovile, sono vari i luoghi sacri che meritano una visita ma, in particolare, vale la pena ammirare il Santuario di San Leo, con il suo altare barocco e la statua del Santo attribuita a Pietro Bernini. Se cercate il contatto con la natura potrete dedicarvi alle escursioni sulle vicine montagne dell’Aspromonte.

10. Altomonte

Luogo di passaggio del grande filosofo Tommaso Campanella e citato da Plinio il Vecchio per la produzione di vini pregiati, il borgo di Altomonte ha un importante bagaglio storico.

 

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Nei suoi luoghi storici è possibile addirittura soggiornare come nel Castello normanno del XII secolo trasformato in albergo nel quale è possibile osservare le varie stratificazioni architettoniche dovute alla successione dei vari feudatari. La massima espressione dell’arte gotica-angioina è espressa nella chiesa di Santa Maria della Consolazione, simbolo del borgo, con il suo splendido rosone che caratterizza il portale e la torre campanaria. Gli interni non sono da meno e custodiscono opere di pregio come il Sepolcro dei Sangineto del 1360, collocato nell’abside, e il Monumento funerario di cavaliere ignoto.

Adiacente alla chiesa c’è il Museo Civico, situato nell’ex Convento dei Domenicani, in cui si possono ammirare i capolavori dei maestri toscani del Trecento che il conte Filippo Sangineto richiese per adornare la chiesa di Santa Maria della Consolazione. La bellezza architettonica del borgo accoglie anche la sede Municipale, collocata nella parte bassa del paese, in quello che un tempo era il Complesso Monastico di San Francesco di Paola.

 

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