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Biennale Venezia 2015, l’arte che si prende sul serio

Biennale Venezia 2015, l’arte che si prende sul serio

Lo scorso 9 maggio è stata inaugurata a Venezia la 56° Esposizione Internazionale d’Arte intitolata All the World’s Futures, in esposizione fino al 22 novembre 2015 ai Giardini e all’Arsenale di Venezia.

Dall’intera esposizione emerge il concetto sociale dell’arte a dominare, dando spazio all’arte povera e al minimalismo: un’arte che si prende sul serio lasciando poco spazio all’ironia e alla novità.

Okwui Enwezor, curatore della mostra, ha dichiarato “I cambiamenti radicali che si sono verificati nel corso degli ultimi due secoli, hanno prodotto nuovi ed affascinanti spunti per artisti, scrittori, cineasti, performer e musicisti, ed è riconoscendo tale condizione che la 56° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia propone, All the world’s Futures, un progetto dedicato ad una nuova valutazione della relazione tra l’arte e gli artisti nell’attuale stato delle cose”.

Un’edizione questa piuttosto speciale, non solo perché si festeggiano 120 anni dalla fondazione della Biennale, ma anche 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale e 75 dalla Seconda. Altra novità di questa edizione, sta nel non voler affrontare un unico tema, ma nel tentare di valutare il rapporto tra “l’arte, gli artisti e l’attuale stato delle cose”, utilizzando dei filtri come chiave di lettura.

I filtri utilizzati sono focalizzati su tre temi:

  • vitalità: sulla durata epica;
  • il giardino del disordine;
  • il Capitale: una lettura dal vivo.

Vitalità: sulla durata epica. “Una drammatizzazione dello spazio espositivo come fosse un evento dal vivo in continuo svolgimento”.

Il giardino del disordine: questo filtro è collocato nei Giardini e nel padiglione Centrale nonché nelle Corderie, nel Giardino delle Vergini dell’Arsenale e in altri spazi selezionati a Venezia, scelta non casuale perché vuole simboleggiare l’attuale disordine geografico del mondo e i suoi conflitti. In questo spazio tutti gli artisti hanno creato opere che hanno come punto di partenza il concetto di giardino, realizzando nuove sculture, performance, film ed installazioni a tema.

Il Capitale. Esattamente quello scritto da Karl Marx che verrà letto dal vivo e arricchito con spettacoli teatrali e musicali.

Tra i padiglioni che si distinguono all’esposizione, troviamo la Gran Bretagna e il Canada, situati entrambi ai Giardini, e il Guatemala, all’Officina delle Zattere.

Il padiglione della Gran Bretagna dal titolo I Scream Daddio è incentrato sulle opere dell’artista Sarah Lucas. Il Canada, con la mostra Canadissimo, dedica la sua esposizione alle problematiche del consumismo. Infine, il padiglione Guatemala, Sweet Death, che ripropone una sorta di inferno Dantesco in cui le luci sottolineano la decadenza, la vecchiaia e la morte.

La mostra quest’anno vanta 89 Partecipazioni nazionali e ben 5 paesi presenti per la prima volta come Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica del Mozambico e la Repubblica delle Seychelles. Il percorso espositivo di tutto l’evento, parte dal Padiglione Centrale (Giardini), arrivando fino all’Arsenale, con la partecipazione di 136 artisti provenienti da ben 53 paesi diversi.

 

Info e prenotazioni Biennale di Venezia 2015

Quando
 dal 9 maggio 2015 al 22 novembre 2015
Per maggiori informazioni: www.labiennale.org

 

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