Home > Guide oltreoceano > America > Boston: il cuore e la memoria d’America
Boston: il cuore e la memoria d’America

Boston: il cuore e la memoria d’America

Boston Harbour

Quando si parla di America la mente vola verso le grandi metropoli immortalate in numerosi film di successo. New York e Los Angeles sono, molto spesso, l’incarnazione del sogno a stelle e strisce per milioni di persone. Il loro fascino è indubbio ma l’anima degli Stati Uniti non vive nei grattacieli di Manhattan o nelle spiagge di Malibù bensì nelle strade ordinate e pulite di Boston, capitale del Massachusetts. Questa città sta alla cultura ed alla storia americana così come Houston o Las Vegas stanno, rispettivamente, al petrolio ed al divertimento.

Nonostante non conti nemmeno un milione di abitanti, Boston è una delle città più importanti. Dai primi moti della Rivoluzione Americana all’11 settembre questa città ha legato, molto più di altre, il proprio nome a quello della nazione cui appartiene e che le appartiene.

Il suo ruolo di “outsider” rispetto a quello delle tipiche metropoli d’oltreoceano si capisce visibilmente durante l’avvicinamento all’aeroporto Logan (famoso generale della Guerra d’Indipendenza). I grattacieli, emblema per eccellenza delle città americane, sono quasi del tutto assenti. L’eleganza di Boston, testimone della rivolta del The al tempo della rivolta contro il dominio degli inglesi e dell’ascesa dei Kennedy, la dinastia più famosa ed amata d’America, è riscontrabile in ogni suo elemento. Le classiche case stile impero in mattoncini rossi, le prestigiose università (Harvard ed MIT), i marciapiedi puliti e stretti, i parchi silenziosi e tranquilli, la parlata degli abitanti, nasale e più simile a quella degli inglesi che a quella degli altri cittadini americani, rendono questo luogo affascinanti e ricco di attrattive. Per tutti coloro che non sono alla ricerca del divertimento sfrenato di Las Vegas, dei grattacieli di New York e delle spiagge della Florida o della California, Boston è il luogo ideale per vivere un’America “altra”. Partendo da Beacon Hill, luogo in cui i Padri Pellegrini posero le prime pietre dell’attuale capitale del Massachusetts, passando per la Freedom Trail (percorso della Libertà che lega 16 luoghi “sacri” della Rivoluzione Americana), arrivando alla JFK Library per finire ad Harvard, l’università più prestigiosa al mondo e tempio della cultura in cui si sono formate alcune delle menti più brillanti del globo, uno dei quali è un certo Mark Zuckerberg.

A Boston ci sono stato tre volte su quattro complessivi miei viaggi negli Stati Uniti. Il mio amore per questa città va oltre il fatto che ci abitano cari amici. Le sensazioni che provo ogni volta che atterro al Logan Airport sono sempre molto forti. Non dimenticherò mai quando sono andato a vedere le balene su un barchino turistico…talmente piccolo che una mammifero troppo curioso avrebbe potuto senza troppa fatica rovesciarlo e far finire me e gli altri curiosi con i piedi a mollo nell’Atlantico. Vedere quei cetacei che nuotavano due metri più in basso è stata un’esperienza indescrivibile. Si sente la forza e la bellezza della natura quando ci si trova così vicini a questi animali. Quando sono stato ad Harvard ed ho camminato per i viali alberati che costeggiavano la prestigiosa Medical School o la Law School, in cui anche Barack Obama è passato, ho “respirato” l’antico profumo della cultura misto alla freschezza delle nuove ricerche e del futuro. Alla Kennedy Library ho avuto modo di apprezzare ancora di più un uomo che, nonostante la prematura scomparsa, ha lasciato un solco profondo nell’animo di tutti coloro, americani e non, che credono con convinzione che un mondo giusto e fatto a misura per tutti sia possibile. Il parco che circonda il museo, nella sua semplicità, evoca tranquillità e voglia di cambiare questo mondo in cui viviamo.

A Beacon Hill, la collina su cui è nata Boston nel lontano 1630, si vive un pezzo di “Vecchio Continente” a stelle e strisce. Sulla Freedom Trail si ha la sensazione di vivere un pezzo di storia ad ogni passo, così come quando si visita la Mayflower, la nave su cui sono arrivati i padri pellegrini all’inizio del ‘600. La nave ovviamente non è originale ma è una perfetta replica. Attraverso gli stretti passaggi sottocoperta, oltre ad una certa claustrofobia, si comprende la forza d’animo e i sacrifici cui erano disposti a sottoporsi gli uomini e le donne che, più di un secolo dopo Colombo, sono partiti alla scoperta del “Nuovo mondo”.

Ogni volta che torno a Boston cerco di ritrovare le location di alcuni film famosi. Nel mio ultimo viaggio a maggio 2010 sono riuscito a ritrovarne, del tutto casualmente, un paio in cui sono state girate alcune scene di The Departed, di Martin Scorsese.

Quando vado a cinema e mi trovo davanti ad altri film ambientati lì mi capita spesso di pensare: “Quel posto lo conosco”, oppure “Io lì ci sono stato”. Non vi nascondo che quando mi capitano queste situazioni, automaticamente provo una struggente nostalgia. L’ultima volta che sono tornato da Boston vi confesso che,  subito dopo il decollo, una lacrima mi è scesa mentre guardavo lo skyline che si faceva sempre più piccolo. Non è stato solamente perché a Boston viveva una persona che purtroppo non c’è più ma anche perché sapevo che mi sarebbero mancate le sensazioni provate ed i luoghi.

Avrete capito che sono un sentimentale ed un romantico ma se volete vedere un America che non è solo hot dog, grattacieli e Disneyland non potete non fermarvi, almeno una volta nella vita nella “Good old Boston”.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

Scroll To Top