di Carmen Di Nardo

L’Italia è piena di luoghi meravigliosi da vedere ma la Sicilia in particolare sembra essere una sintesi perfetta di storia, arte, gastronomia, mare con le sue splendide spiagge e natura incontaminata. In particolare Palermo è un luogo che può essere visitato più volte nella vita senza mai avere la certezza di aver visto tutto.

La ricchezza culturale, data dai tanti popoli che hanno tentato di conquistarla, è racchiusa già nel suo nome che negli anni si è trasformato da Ziz (“fiore” per i fenici) a Pànhormos (“Pan – tutto” ed “Hòrmos – porto” per i Greci) a Balharm (“centri islamici dell’occidente” per gli arabi) fino a Balermus con i Normanni.

Tutte le dominazioni hanno lasciato tratti distintivi della loro cultura, nel cibo, nelle bellezze architettoniche finanche in alcune espressioni dialettali, per questo Palermo è una delle città dalle quali si torna con un senso di pienezza, culturale e anche gastronomica.

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Visitare Palermo

La Storia di Palermo

Per guardare dalla giusta prospettiva le meraviglie di Palermo è d’obbligo un salto nel passato, la sua storia inizia dai Fenici di Tiro (l’odierno Libano), che dal promontorio dove oggi sorge la Cattedrale fondarono la città-porto di Palermo (tra il VII e il VI secolo a.C.), ma le origini risalgono alla preistoria come testimoniano i graffiti presenti nella Grotta dell’Addaura, un complesso di tre grotte naturali sul fianco del Monte Pellegrino.

All'Alba.....

La grande ricchezza di Palermo, che portò i Greci a definirla “tutto porto” è proprio la sua posizione strategica con un’apertura sul mare che l’ha resa una delle città più importanti del Mediterraneo e per questo dominata da tanti popoli, che al passaggio hanno lasciato le loro tracce: i Romani con gli edifici in Piazza Vittoria; gli Arabi con le vie dei mercati; i Normanni che lasciarono la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio e la Cappella Palatina; ma anche svevi, angioini, spagnoli e i Borboni.

Palermo

Dopo tutte queste invasioni fu proprio da Palermo che, il 12 gennaio del 1848, partirono i moti del ’48 e le rivolte del popolo siciliano continuarono fino al 1860, anno dell’Unità d’Italia,  periodo in cui nacquero importanti opere architettoniche come il Taglio di via Roma e la costruzione del Teatro Massimo e del Teatro Politeama.

Teatro Massimo (opera de Palermo, Sicilia)

I teatri, le ville e i palazzi borghesi di fine ‘800 inizio ‘900 sono invece ispirati all’Art Nouveau e costruiti dal massimo esponente palermitano Ernesto Basile, in un periodo di grande ricchezza, in particolare: il Villino Florio, Villa Igiea, il chiosco Ribaudo, il Villino Ida, realizzato da Basile per la propria famiglia.

Palermo

Gli anni più difficili arrivarono con la distruzione e i bombardamenti della seconda guerra mondiale che resero la popolazione povera e favorirono lo sviluppo delle mafie che per anni hanno segnato la città di Palermo. Le tracce di questo periodo di terrore e violenza sono racchiuse nei monumenti che richiamano alla mente due atroci stragi, quella di Capaci (il 23 maggio 1992) il cui monumento è presente sull’autostrada A29, e quella di via d’Amelio (il 19 luglio 1992), attentati in cui persero la vita Falcone e Borsellino.

Palermo

Facile da raggiungere con ogni mezzo, un’unica raccomandazione prima di metter piede in questo paradiso del gusto, siate consapevoli di tornare con almeno due chili in più, tra i cannoli, le arancine, lo sfincione,  pani câ meusa, la frittola, la cassata, la granita, panelle e crocchè, frutta martorana… e potrei continuare all’infinito, per questo dite addio alla prova costume se avete scelto Palermo come meta estiva.

1. Santa Maria dell’Ammiraglio. La Martorana

Nel cuore del centro storico di Palermo sorge la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, conosciuta come “Martorana”, un edificio normanno del periodo medievale, che si affaccia su Piazza Bellini. Dal 2015 è diventata Patrimonio dell’Umanità (UNESCO) grazie alla molteplicità di stili architettonici che racchiude, arabo, normanno, bizantino e barocco.

palermo chiesa martorana

Fondata come ringraziamento alla Madre di Dio da un ufficiale siriano di culto bizantino Giorgio d’Antiochia nel 1143, il suo soprannome deriva dalla successiva cessione alle monache benedettine del convento adiacente la cui fondatrice si chiamava appunto Aloisa Martorana. Furono proprio le monache di quel convento ad inventare un dolce tipico siciliano: la frutta martorana.

2. Palazzo dei Normanni / Cappella Palatina

La residenza reale più antica d’Europa, che a pieno diritto rientra nei luoghi Patrimonio dell’UNESCO, è il Palazzo dei Normanni con la meravigliosa Cappella Palatina. Le sale del castello sono tante ma meritano d’esser viste per la loro maestosità e l’intreccio di stili.

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Prima di iniziare la visita da piazza indipendenza, è utile sapere che sono necessarie almeno due ore per completare il percorso tra le sale, la cappella Palatina, dedicata a San Paolo Apostolo, con i mosaici bizantini più belli della Sicilia, e i diversi cortili con le logge di stile rinascimentale.

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A volere il Palazzo fu Ruggiero II dopo esser diventato Re nel 1130 e fu costruito nella parte più antica di Palermo, luogo dei primi stanziamenti punici le cui tracce sono ancora visibili nei sotterranei del castello.

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3. Catacombe dei Cappuccini

Un luogo macabro e affascinante al tempo stesso, che mostra una tradizione antichissima del popolo siciliano: la mummificazione. Il costante tentativo dell’uomo di raggiungere l’immortalità è evidente nell’ottima conservazione dei cadaveri presenti nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, raggiungibili da via Pindemonte, il cui nome è stato dato in onore di Ippolito Pindemonte che citò il posto nei versi dei suoi “Sepolcri”: “Morte li guarda e in tema par d’aver fallito i colpi” .

palermo Catacombe dei Cappuccini

Un luogo poco adatto alla visita con bambini in quanto sono esposti circa 8.000 salme, tra cui quella della piccola Rosalia Lombardo, chiamata la “Bella Addormentata” proprio perché il suo corpo è stato conservato talmente bene da sembrare che sia caduta in un sonno profondo.

4. I luoghi del culto: il Santuario di Santa Rosalia e il Duomo di Monreale

I luoghi di culto, in alcuni posti, presentano delle particolarità che affasciano anche i non credenti, come il Santuario di Santa Rosalia, la patrona di Palermo, che nasce all’interno di una grotta ai piedi del Monte Pellegrino e che custodisce le ossa della Santuzza. Se vi sentite in forma potete fare quella che i palermitani chiamano “acchianata” ovvero raggiungere il santuario a piedi e godervi lo spettacolare panorama (altrimenti c’è un bus che vi porta sul posto).

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Santuario di Santa Rosalia – foto: EvijaF / Shutterstock.com

Un altro dei tanti Patrimoni dell’Umanità UNESCO, nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale, è il Duomo di Monreale, cattedrale conosciuta anche con il nome Santa Maria Nuova, principale luogo di culto cattolico, voluta da Guglielmo II d’Altavilla, Re di Sicilia (1166-1189). Ricca di mosaici bizantini, da non perdere la visita al chiostro del convento dei cappuccini e la passeggiata sulle terrazze da cui si ammira un panorama mozzafiato di Palermo.

palermo duomo-monreale

5. Quattro Canti

Si riconosce subito Piazza Villena, centro della Palermo barocca e crocevia delle strade più importanti della città, in cui si è circondati da quinte architettoniche spettacolari.

palermo piazza villena
Foto: Massimo Parisi / Shutterstock.com

I nomi dati alla piazza sono: “Quattro Canti” in relazione ai quattro cantoni che decorano le facciate; piazza Villena, in omaggio al Viceré don Juan Fernandez Pacheco de Villena y Ascalon; Ottagono del Sole o Teatro del Sole, perché nell’arco della giornata almeno una delle quinte architettoniche è illuminata dal sole. Le statue presenti sulle varie facciate, rappresentano i fiumi, le stagioni, le sante patrone della città e i suoi regnanti storici.

Quattro Canti

6. Cattedrale di Palermo

Passeggiando per il centro storico è impossibile non restare affascinati dalla maestosità della Cattedrale di Palermo. Da un primo sguardo sembra quasi una grande moschea ma l’arabo è solo uno degli stili presenti in questo splendore architettonico.

palermo cattedrale

L’ingresso alla cattedrale, costruita nel 1184 per volontà dell’arcivescovo palermitano Gualtiero Offamilio, in onore della Santa Vergine Maria Assunta, è gratuito ma vale la pena fare il giro a pagamento sui tetti dai quali è possibile vedere l’intero centro storico di Palermo. Anche di notte, illuminata, ha il suo fascino.

7. Palazzo Chiaramonte-Steri

Il Palazzo Chiaramonte, denominato anche lo Steri da “Hosterium Magnum” (palazzo fortificato), raccoglie anni di storia della città di Palermo, dai momenti di splendore a quelli espressione della crudeltà umana. Costruito nei primi anni del XIV secolo da Manfredi I Chiaramonte, conte di Modica e Capitano Giustiziere di Palermo, esponente di una delle famiglie feudali più ricche e potenti del regno, il palazzo è l’emblema del potere politico che essi esercitavano sulla città, tanto forte che il loro periodo di regno fu chiamato “epoca chiaramontiana”.

Dopo la dinastia dei Chiaramonte fu sede dei re Aragonesi (1468-1517) e in seguito dei vicerè spagnoli. Il periodo che ha lasciato tracce che ancora oggi impressionano i visitatori è quello in cui il palazzo fu sede dell’Inquisizione (1605). In quegli anni furono costruite carceri e sale per la tortura, e i graffiti sul muro sono il segno più forte del dolore patito.

IMG_8363 - palermo - palazzo chiaramonte steri - le celle della inquisizione

Il racconto della guida, riporta indietro nel tempo e sembra quasi di sentire le urla di disperazione di coloro che andavano incontro ad un destino ineluttabile.

8. I mercati di Palermo

Tanti, colorati e pieni di odori, i mercati di Palermo sono da visitare al pari delle bellezze monumentali perché raccontano una parte della storia popolare. Il mercato in generale ricorda anche i popoli che hanno dominato la Sicilia, tra cui quello arabo ricordato dal mix di cibo, abbigliamento e spezie in un luogo simile al loro suk.

palermo mercati

La Vucciria, da Bucciria che in francese significa macelleria, è il mercato storico di Palermo. Anticamente era il luogo in cui veniva macellata la carne, oggi la Vucciria è un posto da visitare di giorno, con il cibo da strada tipico palermitano, e di notte, con musica, locali carini e cocktail a basso prezzo.

Palermo-Vucciria

Alle spalle del Teatro Massimo si entra nel mercato del Capo, più piccolo ma ugualmente caratteristico, dove poter assaggiare due specialità siciliane, la frittola da Vincenzo, una particolare lavorazione degli scarti del vitello, e il brodo caldo di Gioacchino, in siciliano “quarume”.

Un’altra tappa nel tour dei mercati è Ballarò, a pochi passi dalla stazione centrale, in cui il cibo la fa da padrone, con frutta, verdura, carni e pesce freschissimi e a prezzi molto bassi. Passeggiando tra le bancarelle di questo mercato non dimenticate di assaggiare il polpo bollito al banco del pesce di Giuseppe.

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Mercato storico di Ballarò, Palermo.

9. Santa Maria dello Spasimo

Nel quartiere della Kalsa, a pochi passi dal grande mercato, è possibile visitare la chiesa a cielo aperto di Santa Maria dello Spasimo, un luogo particolare e molto suggestivo, soprattutto d’estate. L’assenza del tetto non è dovuta a nessuna catastrofe ma semplicemente non è mai stato costruito in quanto il progetto di Giacomo Basilicò, nel lontano 1509, era troppo vasto per la disponibilità economica e per i tempi di costruzione.

Santa Maria dello Spasimo

Per anni, come chiesa sconsacrata, viveva in uno stato di abbandono, fino al 1995 in cui è stata restituita al pubblico e oggi è sede di mostre ed eventi musicali. Assistere ad un concerto sotto il cielo stellato è pura magia.

10. Spiaggia di Mondello

Palermo, ma in generale tutta la Sicilia, accontenta le esigenze di ogni viaggiatore, tra cultura, cibo, natura e bellissime spiagge tra cui quella di Mondello, racchiusa dal Monte Pellegrino e dal Monte Gallo. Le ville in stile liberty sono il tratto distintivo di questa spiaggia, con un mare caraibico e una finissima sabbia bianca.

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Un litorale di 1,5 km con stabilimenti balneari iperattrezzati, ma anche spiagge libere e riserve naturali come quella di Capo Gallo, il cui accesso da Mondello ad oggi è a pagamento. La sera è bello anche passeggiare nel borgo di Mondello, tra ristoranti e trattorie in cui gustare dell’ottimo pesce fresco.

11. Il quartiere della Kalsa

Il quartiere arabo per eccellenza, dove anche il dialetto siciliano ha assunto una musicalità arabeggiante, è la Kalsa, tra Via Maqueda, Via Vittorio Emanuele e Via Lincoln. Il nome deriva da “al khalisa”, che in arabo significa l’Eletta, in quanto zona scelta dall’emiro durante il dominio islamico come dimora sua e dei ministri: al suo interno c’era tutto, dal cimitero alle case, alle strutture governative.

Il palazzo Butera e la passeggiata sulle Mura delle Cattive

I lavori svolti nella Kalsa erano legati alla vicinanza del porto, quindi gli uomini erano marinai o pescatori mentre le donne si dedicavano al ricamo, e la loro arte era tanto pregiata che tutte le nobildonne siciliane possedevano il corredo della Kalsa.

Passeggiare di giorno per le strade del quartiere, tra botteghe di artigiani, chiese, gallerie d’arte, piazze, è un bel modo per conoscere la cultura palermitana, mentre la sera tra musica, bar ed eventi, la Kalsa apre le porte al divertimento.

12. Palazzo Conte Federico

A Palermo può succedere di tutto anche che il proprietario di uno dei palazzi più belli della città vi accompagni a scoprire i segreti della propria dimora, tutt’altro che umile. L’ironia della Contessa, il savoir-faire del figlio, e la simpatia dell’intera famiglia sono davvero un plus che mostra la ricchezza d’animo della famiglia oltre a quella economica evidente dal lusso delle sale.

Bilder aus 2016

A pochi passi dal Palazzo Reale, tra la piazza Conte Federico e Via dei Biscottari, sorge questo gioiello nobiliare di cui la “Torre di Scrigno” risulta essere la parte più antica. Come ogni saluto alla nobiltà che si rispetti è necessario fissare un appuntamento e decidere se fermarsi per un aperitivo, una cena o fare una visita di cortesia.

13. Fontana Pretoria

A pochi passi dai Quattro Canti sorge la Fontana Pretoria, dal nome della Piazza che la ospita, una meraviglia costruita da Francesco Camillani nel 1554 per la residenza privata toscana di Don Pedro de Toledo. Come mai la troviamo a Palermo? Perché alla morte di Don Pedro il figlio cadde in miseria e decise di vendere la fontana che fu acquistata dal Senato Palermitano e smontata per il trasporto in ben 644 pezzi.

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Giunta nel capoluogo siciliano, la fontana fu soprannominata “della Vergogna” a causa delle statue nude presenti come ornamento. Assolutamente da vedere perché è davvero una delle fontane più belle d’Italia.

14. Museo delle Maioliche – Stanze al Genio di Palermo

Una particolarità unica al mondo è la collezione di maioliche siciliane e campane custodite nella Casa Museo “Stanze al Genio” che prende il nome dall’omonima fontana della vicina Piazza della Rivoluzione. Un’altra meraviglia del quartiere Kalsa, con ben otto sale visibili dove sono esposti decori originali, pavimentazioni dell’epoca appartenute a nobili, alta borghesia e comunità religiose.

 

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Un post condiviso da Museo delle Maioliche (@stanzealgenio) in data:

Un tripudio di colori con pareti completamente ricoperte dalle maioliche recuperate e restaurate. D’obbligo la prenotazione per visitare le stanze, situate al piano nobiliare di un appartamento privato nel Palazzo Torre Pirajno, accompagnati dal proprietario che ne illustrerà la storia.

15. Villa giulia e l’orto botanico

In via Lincoln a Palermo troverete il polmone verde più antico della città, ideale per una visita rigenerante, costruito tra il 1777 e il 1778, Villa Giulia, il cui nome è stato dato in onore della moglie dell’allora viceré Marcantonio Colonna. Un disegno geometrico perfetto, dell’architetto Nicolò Palma, composto da quattro quadrati separati dalle loro diagonali.

Se siete alla ricerca delle sette rappresentazioni del Genio di Palermo, in questo parco ne troverete una realizzata da Ignazio Marabitti. Di fianco a Villa Giulia c’è l’Orto Botanico, che ospita la struttura didattico-scientifica dell’ex Dipartimento di Scienze Botaniche e rappresenta il nucleo storico degli studi accademici di botanica dal giorno della sua inaugurazione nel 1795.

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Un’estensione di 10 ettari e ben 12.000 specie differenti di piante viventi coltivate non possono lasciare indifferente il visitatore.

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