di Giulia Varetti

Raggiungere Bergamo Alta vi farà rimanere a bocca aperta: è una delle città più belle della Lombardia e ha dei risvolti decisamente dolci! Le sue mura, sistema fortificato veneziano rinascimentale, sono ora anche Patrimonio dell’Umanità Unesco. Ed è difficile immaginare che una volta attorno a queste mura ci fossero solo orti: qui veniva coltivata la tipica (ancora oggi!) Scarola dei Colli di Bergamo, un’insalata raccolta, legata e fatta maturare al buio.

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Cosa vedere a Bergamo Alta

 

Per iniziare, la funicolare e i prodotti tipici

Raggiungere Bergamo Alta significa prendere la storica funicolare che parte da Bergamo Bassa, in viale Vittorio Emanuele II (occhio, c’è anche un’altra funicolare, quindi attenzione a impostare il navigatore!), e arrivare in via Gombito, dove subito la città alta vi accoglierà con le sue pasticcerie e caffè storici. Troverete delle piccole cupolette gialle con pezzetti di cioccolato: è la “polenta e osei”, un dolce glassato, fatto di strati di pan di spagna con crema, cioccolato e liquori, che richiama la polenta con gli uccellini, specialità della cucina bergamasca del passato. Parlando di cucina, la polenta in tutte le sue forme è il piatto tipico di Bergamo.

 

Il centro storico

Il primo consiglio è: perdersi nei vicoli, sono tutti estremamente caratteristici. Ma un itinerario classico a Bergamo Alta non può che partire da Piazza Vecchia, con al centro la fontana settecentesca, su cui si affacciano:

      • Palazzo Nuovo (oggi sede della biblioteca e di centri studi)
      • il Palazzo della Ragione (il più antico palazzo comunale lombardo esistente, datato al 1100, con il simbolo veneziano sull’attuale facciata, ribaltata rispetto al progetto originale)
      • il celebre orologio solare (una meridiana detta “a camera oscura” perché non indica l’ora con l’ombra dello gnomone, ma con un raggio luminoso che penetra nel buio attraverso un foro)
      • la torre civica, per i locali “il Campanone” che alle 22 di ogni giorno suona cento colpi, antico segnale di chiusura delle porte del borgo (alto 52,76 m, il Campanone è visitabile sia a piedi che in ascensore).

    Qui in piazza ci sono anche interessanti scavi archeologici da visitare.

 

Piazza Duomo

Piazza Duomo è l’altro cuore della città alta: sull’area della cattedrale paleocristiana, il duomo di Sant’Alessandro progettato nel 1459 dal Filarete oggi ha rimaneggiamenti dal Sei all’Ottocento. All’interno, gli affreschi del Tiepolo e la cappella dedicata al papa San Giovanni XXIII. Anche il battistero è un progetto trecentesco dell’Amadeo, poi rimaneggiato in chiave neogotica. C’è anche, qui in piazza, la Cappella Colleoni, massima espressione del Rinascimento a Bergamo firmata dall’Amadeo, che ne fece anche il sarcofago (da notare la statua equestre in legno e le lunette del Tiepolo).

 

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La casa di Donizetti

Bergamo ha dato i natali al compositore Gaetano Donizetti: la sua casa natale, monumento nazionale, si trova nell’antico Borgo Canale, mentre le sua tomba è nella chiesa di Santa Maria Maggiore in piazza Duomo. Risvolto dolce: per il centenario della morte di Donizetti, nel 1948 la storica Pasticceria Balzer gli ha dedicato una ciambella morbida che all’impasto classico aggiunge ananas e albicocche candite, maraschino e vaniglia.

 

 

I dolci tipici

Altro primato dolce di Bergamo: nel 1961 Enrico Panattoni, proprietario della Pasticceria Marianna in città alta, inventò il gelato alla Stracciatella, con cioccolato fondente che a contatto col gelato freddo si solidifica rompendosi in scaglie irregolari. Panattoni non brevettò la ricetta, ma è bergamasca doc!

 

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Le mura e il Castello di San Vigilio

Chiudiamo il giro a Bergamo Alta con le mura Patrimonio Unesco, da cui siamo partiti: non dimenticate una visita al Castello di San Vigilio, collegato con un’altra funicolare dalla città alta. Siamo a 496 metri di quota e da qui si ha una vista privilegiata sui colli e sulla pianura: era questo, con i suoi quattro torrioni, le cannoniere e le feritorie, il punto fortificato di avvistamento delle mura veneziane.

 

Cosa vedere a Bergamo Bassa

Bergamo Bassa è un altro mondo. Per prima cosa c’è il Sentierone, creato nel 1620 sul percorso di un selciato che collegava i borghi di Sant’Antonio e San Leonardo e interamente lastricato nell’Ottocento. Da secoli qui si svolge la tradizionale passeggiata domenicale dei bergamaschi, tra fiere e manifestazioni. Bergamo non solo è divisa in città alta e bassa, ma ha sei borghi storici: San Leonardo, Borgo Sant’Alessandro, Borgo Canale, Borgo Pignolo, Borgo Palazzo e Borgo Santa Caterina, oggi caratterizzati da negozi, botteghe, atelier e ristoranti.

 

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Il centro di Bergamo Bassa

Il centro di Bergamo Bassa oggi si articola intorno a piazza Vittorio Veneto e piazza Dante: è quello che si chiama anche Borgo Piacentiniano (progettato dall’architetto Marcello Piacentini) e vale una passeggiata tra la Torre dei Caduti, i grandi palazzi delle banche, del tribunale e della Camera di Commercio, le gallerie commerciali e le tante chiese, tra cui Sant’Alessandro della Croce (dal 1183 definito “della Croce” perché all’incrocio di quattro borghi medioevali e dove, secondo la tradizione, l’altare in pietra è il primo sarcofago del martire Alessandro) e Sant’Alessandro in Colonna (dal 1133 ma ultimata solo nel 1780, secondo la tradizione sorge sul luogo dove il patrono bergamasco venne martirizzato e presenta dipinti di maestri bergamaschi del XVI secolo). Non mancano scultura e architettura contemporanea, come nell’ex chiostro di Santa Marta, in Piazza Vittorio Veneto, dove si trovano opere di Anish Kapoor e Giacomo Manzù, o in via San Bernardino, dove la biblioteca Tiraboschi è stata progettata dal celebre architetto Mario Botta.

 

 

I musei di Bergamo

Musei? Ne trovate in città alta (nella cittadella e nella rocca viscontea i musei civici), ma anche nella bassa: nel 1796 il conte Giacomo Carrara ha fondato a Bergamo una delle più antiche accademie di Belle Arti d’Italia. Tra Accademia Carrara, Pinacoteca d’Arte Antica e Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea oggi è nato in città un polo artistico importante volto al contemporaneo.

 

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