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Guida di Berlino: cosa vedere in tre giorni

Guida di Berlino: cosa vedere in tre giorni

Tear down this wall”. Tira giù quel muro, diceva il presidente degli Stati Uniti Reagan nel 1987 alla Porta di Brandeburgo, rivolgendosi al presidente russo Michail Gorbaciov. Alle spalle, l’assurdo quanto imponente muro che per 28 anni ha diviso in due una città, un popolo, migliaia di anime.

Una storia difficile, triste, di cui è rimasto architettonicamente ben poco ma, forse complice il cielo grigio, la sua essenza echeggia ancora nell’aria. Berlino è bella ma complicata. Tre giorni non bastano per visitarla, lascia addosso quel sapore dolce-amaro di incompletezza, che tutto sommato non dispiace perché il pensiero di ritornarci non ti abbandona presto.

Berlino non smette di ricordarti nemmeno un secondo che è stata protagonista di uno degli episodi più crudeli della storia recente (l’olocausto) e delle sue conseguenze (la Guerra Fredda, il muro).
Ad ogni modo la sua capacità di trasformare il passato in memoria storica e quest’ultima in cultura è indubbia. Così com’è indubbio che la cultura a Berlino – come qualsiasi altra cosa in Germania – contribuisce al PIL nazionale! Se per noi è normale entrare nella Basilica di San Pietro a Roma senza sganciare un centesimo, visitare il Duomo di Berlino costa 7 euro (si vi sono anche delle riduzioni, ma andiamo per gradi).

Per visitare la città ho comprato la guida Lonely Planet pocket Berlino

Informazioni utili per Berlino

Potrà sembrare strano, ma Lufthansa con scalo a Francoforte è stata la scelta ideale per comodità di orario e notevole risparmio sul costo del biglietto aereo. Inutile dire, la compagnia di bandiera tedesca è decisamente avanti, soprattutto per le modalità di imbarco (senza contare che al 90% vi risparmieranno lo stress del viaggio in navetta aereo-gate e viceversa). Ho adorato il fatto che, nei suoi aeroporti, ad ogni gate c’è una mini area ristoro con tanto di macchina automatica multi servizio (caffè, cioccolato, tè), free: molto utile soprattutto se dovete sostare diverse ore.

porta brandeburgo

Porta Brandeburgo

Atterrati a Tegel Airport la prima cosa che ci siamo procurati è stata la Berlin Welcome Card che permette di usufruire di tutti i mezzi pubblici, di riduzioni e sconti nei musei, ristoranti, teatri, ecc.  Costo per le zone A-B (vi servono queste due per visitare la città): 18,50€ per 48 ore; 24,50€ per 72 ore; 31,50€ per 5 giorni.
I trasporti locali: efficientissimi!  La mappa di cui toccherà dotarvi, tra metro, bus, tram, trenini e treni, vi farà uscire pazzi; ma l’importante è capire il sistema.
U-Bahn è il sistema metropolitano mentre la S-Bahn è la ferrovia urbana.
La U-Bahn è costituita da 9 linee, ognuna indicata da un colore diverso (ma non dateci importanza sulle mappe perché su ogni guida cambia); è gestita dalla BVG e si sviluppa prevalentemente nella zona occidentale della città. Il servizio funziona dalle 4 del mattino fino a 0.30 e per tutta la notte di venerdì, sabato e durante tutte le festività pubbliche.
La S-Bahn è la rete ferroviaria urbana gestita dalla S-Bahn Berlin GmbH, è formata da 15 linee e raggiunge le vicine città di Potsdam, Strausberg, Oranienburg, Bernau e Königs Wusterhausen. I treni corrono con un intervallo di 5-10 minuti.
I Metrobus (M1 – M19) circolano 24 ore al giorno, dopo mezzanotte ogni 30 minuti. I tram sono attivi soprattutto nei quartieri orientali; le linee sono contrassegnate come M1, M2, ecc. e sono anch’essi in servizio 24 ore al giorno.

Cosa visitare a Berlino in tre giorni

Porta di Brandeburgo e Pariser Platz

Per tutti gli anni della Guerra Fredda è stata il simbolo della divisione, poi della rinascita della città. Progettata da Carl Gotthard Langhans, fu completata nel 1791 come porta reale: oggi è il luogo che più di altri ospita festival, megaconcerti e il grande brindisi di saluto al Nuovo Anno.
La Porta si erge maestosa su Pariser Platz,  un’ elegante piazza della “Berlino bene”; durante gli anni bui fu intrappolata a est del Muro: oggi è nuovamente sede di ambasciate e banche.

Nei pressi: Quadriga (la scultura di Schadow che rappresenta la Dea Vittoria); l’Hotel Adlon, il più chic della città; Museum The Kennedys, dedicato al presidente Americano che con il suo discorso conquistò il cuore dei berlinesi; il quartier generale della DZ Bank (che contiene al suo interno una curiosa sala conferenza).

Reichstag, il Parlamento

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Reichstag

Il Reichstag è il centro del potere politico tedesco. Composto originariamente da un’imponente facciata e da quattro torri agli angoli, in seguito alla riunificazione fu aggiunta la sfavillante cupola in vetro, nuovo simbolo di Berlino: una rampa a spirale su per un imbuto ricoperto di specchi, vi porterà ad ammirare lo splendido panorama dalla cima della cupola. Per poter visitare il Parlamento è necessario prenotare la visita uno-due giorni prima, a seconda della disponibilità.

Holocaust Mahnmal

L’Holocaust Mahnmal è un monumento commemorativo alle vittime ebree d’Europa, il più importante voluto dalla Germania per commemorare il genocidio perpetrato dai nazisti. Fu progettato dall’architetto newyorkese Peter Eisenmann e ci sono voluti ben 17 anni di discussioni, progettazione e realizzazione: è stato inaugurato il 10 maggio 2005. A prima vista non si hanno dubbi, quei blocchi di cemento sembrano un insieme di bare. Grande quanto un campo di calcio, lo spazio dedicato al monumento contiene, infatti, 2711 stele simili a sarcofagi di varia altezza, posizionati su un terreno a discesa. Il silenzio del labirinto è assordante: girovagando al suo interno è impossibile non percepire la freddezza della pietra, il disorientamento, confusione e la sensazione di claustrofobia. L’obiettivo del monumento è raggiunto.

Monumento Olocausto

Monumento Olocausto

Il vicino centro informativo (Ort der information) svela i nomi dei sei milioni di ebrei vittime della Shoa, attraverso una cronologia delle persecuzioni: una serie di sale raccontano il destino di singoli individui e nuclei familiari. Nella sala dei nomi, quella più al centro e interna, vengono proiettati sui quattro muri i nomi mentre una voce legge la biografia. Per sei milioni di vittime, ci vogliono sette anni per commemorarle tutte.

Correlato: l’Homosexuellen Denkmal è invece il monumento dedicato alle vittime omosessuali del nazismo; inaugurato nel 2008, è un cubo di cemento alto quattro metri che attraverso una finestrella deformata mostra una coppia gay che si bacia.

 

Potsdamer Platz

Una piazza storica dal percorso tormentato. Ha costituito il maggior centro commerciale e culturale della città fino alla caduta

potzdamerplatz

Potzdamerplatz

della Repubblica di Weimar; devastata dalla guerra e segnata dall’erezione del Muro, negli anni Novanta è stata il progetto più ambizioso di rinnovamento urbano: la pianificazione dell’area fu affidata ad alcuni dei più importanti architetti del mondo (tra cui Renzo Piano e Helmut Jahn, che firmarono i progetti esecutivi) con l‘obiettivo di farla divenire il nuovo centro di Berlino.  Posta nel quartiere Tiergarten, al confine con Mitte, divenne così oggetto di grande attenzione e discussione tra i migliori architetti europei (oltre che di aspre critiche). Oggi più che una piazza è una zona costituita da tre aree distinte: Daimler City (o Area Daimler Chrysler,1998), Sony Center (2000) e Besheim Centre (2004), che hanno letteralmente reinventato un’area triste e desolata.

Il Daimler e il SONY Center sono la conseguenza delle due visioni predominanti: quella di Renzo Piano con Daimler-Benz prevedeva la progettazione dell’area con strade più strette e strettamente ispirata a uno stile europeo; quella di Jahn con Sony puntava invece allo sviluppo di un’area ultramoderna, con copertura in vetro e acciaio.

Il Sony Center è di grande impatto visivo; il cuore dell’edificio è una piazza centrale arricchita da un tetto di vetro a forma di tenda. È stato costruito dal colosso giapponese per ospitare i nuovi uffici direzionali dell’impresa. Si configura come una delle migliori opere d’arte moderna e ingegneristica  di Berlino.

> La Daimler City è come una città nella città, comprende 19 palazzi/grattacieli che ospitano di tutto: uffici, abitazioni, cinema. Progettata per lo più da Renzo Piano e Richard Rogers, vi hanno contribuito anche altri architetti, come il berlinese Hans Kollhoff che ha dato il nome al grattacielo con l’ascensore più veloce del continente (100 metri in soli 20 secondi).

East side Gallery: il Muro di Berlino

È l’ultimo pezzo di Muro rimasto dalla sua caduta: si estende per circa 1,300km ed è rivestito da murales di artisti famosi e meno famosi che ispirati dalla storia della città, hanno impresso sulla pietra la loro visione della storia.

check point

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Checkpoint Charlie

Al tempo della Guerra Fredda, quando il Muro divideva in due la città, il checkpoint Charlie rappresentava una sorta di dogana, il principale punto di passaggio per gli Alleati, i diplomatici e gli altri stranieri che avevano il permesso di oltrepassare il confine. Oggi altro non è che un teatrino organizzato da attorini in costume per attrarre i turisti: un paio d’euro per una foto insieme a loro.

Alexanderplatz e la torre della Tv

Situata nel  nel quartiere Mitte, Alexanderplatz divenne alla fine del 19°secolo un centro economico e commerciale importante grazie alla costruzione di una stazione (che prende il nome della piazza) e dei mercati generali; tale rimase fino al 1940-45, quando i bombardamenti la danneggiarono gravemente. Considerata il centro della Berlino orientale, oggi è un luogo dove convivono tante etnie nel caos del via-vai metropolitano. Nel periodo natalizio ospita il mercatino di Natale.
Intorno ad Alexanderplatz sorgono diversi edifici famosi, tra i quali il Fernsehturm ovvero la Torre della Televisione (la seconda struttura più alta in Europa), l’Hotel Park Inn (l’abitazione più alta della città) e l’Orologio del Tempo del mondo, un sistema che ruota continuamente mostrando l’ora nelle varie zone della Terra.

Berliner Dom, il Duomo protestante

Si erge in tutta la sua bellezza arrivando dall’isola dei musei, l’ingresso principale è sul Lustgarten. Lo stile classico della facciata inganna le aspettative sull’interno: la cattedrale di Berlino stupisce. E’ di recente ristrutturazione (fu gravemente danneggiata durante la 2° guerra mondiale), rivisitata in stile neo-rinascimentale italiano, originariamente svolgeva la funzione di cappella reale.

duomo esterno

Esterno Duomo

L’ingresso costa 7 euro (ebbene si, in Germania la cultura costa) con la Welcome Berlin Card il prezzo si dimezza e vale sicuramente la pena (non lo consigliamo invece a chi non può fare le scale o a chi non ha voglia di farle), poiché la visita comprende il tour fin sopra alla cupola. All’interno del Duomo è possibile ammirare l’organo Sauer con 7.269 canne e i sarcofagi della famiglia reale degli Hohenzollern. Ma è salendo in cima alla cupola che si può scoprire un panorama inedito di Berlino: per salire si bisogna percorrere 267 gradini, realizzati su diversi livelli, molto stretti che permettono di visitare prima la parte interna della cupola e poi di fare un giro all’esterno. La sola visita della della cupola vale il prezzo del biglietto. Quando siete in cima, divertitevi a identificare i vari monumenti dall’alto!

Visitare i Musei di Berlino

La scelta su quali musei visitare è difficile. Berlino ha decine di strutture museali importanti, noi per mancanza di tempo ne abbiamo visitati solo due.

Gemaldegalerie

La Gemäldegalerie è grandissima, solo per visitare tutte le 72 sale ci vuole mezza giornata. Si trova nel nuovo edificio del Kulturforum e presenta una delle raccolte più importanti e significative a livello internazionale, con opere di artisti europei dal XIII al XVIII secolo, quali Botticelli, Raffaello, Mantegna, Lippi, Tiziano, Caravaggio, Antonello da Messina, Van Eyck, Petrus Christus, Dürer, Rubens, Vermeer e Rembrandt. Il biglietto costa 16 euro a cui si può aggiungere il prezzo del biglietto della sala dedicata alle mostre permanenti (per esempio, a novembre 2013 con dieci euro in più si poteva visitare l’esposizione dedicata a Picasso).

Pergamonmuseum

A mio personale parere questo museo è assolutamente da non perdere perché rappresenta la “pazzia” dei tedeschi, nonché la loro autorevolezza nel mondo (se così si può dire). In sostanza il museo raccoglie il “saccheggio archeologico” consumato in Asia Minore: ricostruzioni reali come la porta del Mercato di Mileto o la porta di Ishtar, intere strutture smontate e ricostruite. Il museo prende il nome dall’antica città ellenica di Pergamo in Anatolia (oggi Turchia), da cui provengono la maggior parte delle opere esposte.  L’ingresso costa 14 € e vale per tutta “isola dei musei”.

Inutile dirvi che tre giorni non bastano per visitare Berlino e che merita altre numerose visite, anche perché ciò che colpisce immediatamente è che è un cantiere aperto, in continua evoluzione e in diretto collegamento tra passato, presente e futuro. C’è sempre qualcosa di nuovo, tanto vale tornarci per scoprire le novità.

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