Di Rossella Romano

Le stelle brillano di una luce magica in Salento. Sapori, immagini e profumi di una terra che ti rimane dentro, che non puoi fare a meno di amare. C’è tanto da scoprire: città meravigliose, mare blu zaffiro, paesaggi baciati dal sole, dove gli ulivi sono assoluti protagonisti. Una natura selvaggia e delicata. Borghi in cui il tempo sembra essersi fermato: case bianche che al tramonto risplendono di colori incredibili. Tradizioni custodite con cura e con grande amore, come perle rare. E poi ci sono le persone: uniche.

Itinerario di visita nel basso Salento

Poggiardo, un gioiello a pochi chilometri da Lecce

Il mio viaggio alla scoperta delle meraviglie del Salento inizia da Poggiardo, un gioiello a pochi chilometri da Lecce. Un centro storico da lasciare a bocca aperta, con le sue piccole botteghe, tra cui una merceria antica con un proprietario adorabile, pronto a raccontarti aneddoti tra i più disparati; con i suoi balconi fioriti, le piccole vie color alabastro nelle quali perdersi e la bellissima Chiesa Matrice di San Salvatore, dedicata a Sant’Antonio, nella quale svettano ai lati due altari  attorniati da un tripudio maestoso di barocco (una gioia per gli occhi per la sottoscritta, appassionata di arte sacra)

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Il mercoledì c’è il mercato, quello autentico, quello in cui è possibile trovare prodotti locali veri. Verdura e frutta dal sapore intenso e dalle forme imperfette, sinonimo di genuinità. Un arcobaleno di colori a chilometro zero. Solo qui si possono scovare le mandorle freschissime (con ancora la pelle), le lumache di terra vivisssime, dette “monacelle”, i lampascioni, una varietà di cipolla locale, piccola e selvatica, e i taralli doc, di ogni dimensione e gusto.

Il mercato è un’esperienza sensoriale: dalla vista, all’olfatto, al gusto (si assaggia parecchio, con grande gioia), fino all’udito: i richiami degli ambulanti sono qualcosa di speciale.

 

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Castro, il paesino arroccato

Altra gemma preziosa è Castro, da rimanere senza fiato. Un paesino arroccato su un’altura, dove i belvedere permettono di ammirare panorami infiniti e dove le signore del luogo realizzano ricami tradizionali fuori dalle loro abitazioni. Il tempo si è cristallizzato.

Costa rocciosa e grotte naturali, nelle quali il mare assume tutte le sfumature di celeste esistenti.  Con la barca si può ammirare da vicino lo stupefacente spettacolo che ha messo in scena la natura: dall’atmosfera alla “Blue Lagoon” della Grotta Azzurra, alla casa dei colombi (palombi) nella Grotta Palombara alle suggestive stalattiti della Zinzulusa, una vera opera d’arte. Un tuffo nelle acque cristalline della baia di Castro è assolutamente d’obbligo.

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La grande bellezza dei borghi salentini è sicuramente unica, ma c’è anche lo splendore architettonico e culturale delle città storiche.

Otranto, un diamante di rara bellezza

Otranto è un diamante raro. Una fortezza a picco sul mare, circondata da mura possenti. Echi di Magna Grecia nella città vecchia. Tesori artistici racchiusi in luoghi di culto, come il maestoso mosaico raffigurante l’ Albero della Vita, custodito nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata, opera del monaco Pantaleone e manifesto dell’iconografia sacra della tradizione. La cattedrale racchiude anche i resti (visibili in alcune teche di vetro) degli 813 martiri uccisi il 14 agosto 1480 dai Turchi, poiché rifiutarono di convertirsi all’islam, e la pietra sulla quale vennero giustiziati.

Nascosta tra le vie del centro storico c’è anche la testimonianza, davvero ben conservata, del passaggio bizantino ad Otranto, la piccolissima Chiesa di San Pietro.

Una passeggiata sulle mura per contemplare il porto e perdersi nei propri pensieri è irrinunciabile.

 

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La natura e i suoi incantesimi sono assolutamente da ammirare proprio alle porte di Otranto. Una cava di Bauxite talmente suggestiva da sembrare irreale. Il rosso della terra a contrasto con un lago verde intenso è una meraviglia senza eguali. Una sorta di Terra Di Mezzo narrata da Tolkien, un rosso vivo che pulsa nel suolo brullo circostante, con un cuore limpido. Da estasi vera.

 

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Poco più in là, il punto più ad oriente d’Italia: Punta Palascia. Un faro illumina le notti dei pescatori e il mare li culla, con il suo eco simile ai canti delle sirene.  Onde che si infrangono forti sulle rocce nei giorni tempesta. Storia e leggende che si fondono, racconti che si tramandano, diventando reali.

 

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Lecce, un’atmosfera senza tempo

Lecce ha il fascino di una nobildonna salentina. Forte, fiera ed elegante. I riflessi d’oro che la pietra leccese dona alla città regalano un’atmosfera senza tempo ai palazzi antichi, alle strade del centro e alle chiese, sovrastate dal Duomo, con i suoi dodici altari e il suo fiore all’occhiello: il campanile che vi svetta accanto, imponente come pochi.
Da non perdere anche la Basilica di Santa Croce, emblema dello stile Barocco, punto forte dell’architettura di Lecce, e dal bellissimo interno, con soffitto a cassettoni di legno dorati e preziosi affreschi.

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Salento, tra cultura e tradizione

Il Salento è anche sinonimo di ottimo cibo, ovviamente, e di grandissima attenzione alle materie prime.

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Un viaggio nel gusto, accompagnato dalla tradizione e dal grande amore per la propria terra.

Ho avuto il grande piacere di conoscere tre realtà ben radicate nel territorio, che portano avanti la loro storia con un passato sicuramente ben presente ma con uno sguardo forte e aperto al futuro.

Qualità e genuinità sono i punti di forza delle conserve Vizzino.  “Fare bene le cose”, farle come una volta, è il segreto di questa azienda a conduzione familiare, per garantire un’altissima qualità delle salse e delle conserve.

Grande attenzione e cura dei dettagli in ogni fase della filiera produttiva. Tutto questo sotto l’occhio esperto della Signora Luigina, garante oggi come trent’anni fa del prodotto finito. (sul loro sito tutte le info dettagliate)

Altro “affare di famiglia” è il Panificio Protopapa. Guidato da Salvatore, coadiuvato da un gruppo di giovani professionisti della panificazione, è il regno della frisa e dei prodotti da forno, classici e rivisitati dall’estro del proprietario. Pane al grano arso, pitta fantasia, taralli multi gusto e torta rustica con la cicoria. Da leccarsi le dita, oltre ai baffi.

 


Non può mancare il vino. Tipico della zona il Negramaro. Classico intramontabile che l’Azienda Duca Carlo Guarini è riuscita a rendere molto glamour, proponendone una variante spumante gradevolissima. E poi c’è il rosato, un must salentino, fruttato e dolce. Il tutto accompagnato da olio aromatizzato al limone, al mandarino o all’arancia, molto particolari. E nel weekend si può cenare con i prodotti dell’azienda nel bellissimo patio decorato con fiori e viti, situato nella sede di Scorrano, nel cuore del Salento.

 

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Ho ancora le immagini di questa bellissima terra impresse negli occhi e nell’anima.

La pizzica tarantata avvolge i miei ricordi, sono stata morsa anch’io, come racconta la leggenda.

E ti rimane sulla pelle, questo morso, ed un richiamo, fortissimo che ti lega a questi luoghi magici per sempre.

 

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