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Un weekend al confine tra Tuscia e Umbria

Un weekend al confine tra Tuscia e Umbria

Perché settembre è un mese meraviglioso, clima giusto, ore di luce accettabili, colori incantevoli.
E  per dare un senso alla fine dell’estate 2011, abbiamo pensato di snobbare la caotica capitale per trascorrere un weekend nei pressi del lago di Bolsena. L’idea era quella di soggiornare presso un B&B o un agriturismo della zona e da lì visitare la zona circostante.  Abbiamo così prenotato due notti in un B&B carinissimo in località Civitella d’Agliano, La Filagna – Country House, un posto adorabile immerso nel verde e a contatto con gli animali, tra cui cani simpaticissimi e affascinanti cavalli.

Un saluto particolare alla proprietaria, gentile, disponibile, ospitale!

La Tuscia viterbese è caratterizzata da deliziosi paesini dalle origini etrusche-medievali, arroccati sui colli: il belvedere che offrono riappacifica i sensi, soprattutto quando questi sono stressati dai rumori della metropoli.
Due giorni non bastano per visitare tutto quello che si dovrebbe e vorrebbe, ciò che leggerete è quello che siamo riusciti a visitare noi in sella ad una moto!
Sabato mattina siamo partiti da Civitella d’Agliano intenzionati a dirigerci verso Todi; per strada ci siamo fatti attrarre da uno dei primi paesini che abbiamo incontrato, Castiglione in Teverina, piccolo centro di poco più di 2.000 anime posto sopra una collina che si affaccia sulla valle del Tevere: abbiamo sbirciato un po’ tra i vicoletti, fatto qualche foto, ammirato il paesaggio e infine rimessi in sella.

   

 

Proseguendo verso Todi abbiamo costeggiato il lago di Corbara, un lago di origine artificiale formatosi in seguito alla costruzione dell’omonimo bacino idroelettrico sul fiume Tevere, negli anni sessanta.
E’ parte integrante del Parco fluviale del Tevere, un’area naturale protetta dell’Umbria. La particolarità di questo lago sono le sue coste, frastagliate, che si allungano dentro una lunga e stretta gola (Gola del Forello) che si insinua quasi fino a Todi.
Per ammirare il lago dall’alto, abbiamo lasciato la strada statale e siamo saliti su verso Civitella del Lago, un piccolo centro frazione di Baschi, che sorge ad un’altezza di 476 mt s.l.m. e che offre uno splendido panorama su lago di Corbara e sulla circostante Valle del Tevere, oltre che un delizioso centro storico ben tenuto.

A circa 20 km da Civitella del Lago, tra curve e paesaggi memorabili, ecco che arriviamo a Todi, anche conosciuta come la “città più vivibile del mondo” (in base a ricerche effettuate da un professore della U.S. Kentucky University); anche Todi sorge in cima ad una collina ed è una città di origine etrusca che vanta secoli di storia, leggibili nel patrimonio architettonico perfettamente conservato. Inutile dirvi di più, merita una visita!

Una piccola nota la dobbiamo alla locanda “Pane e Vino”, la cui location ha ispirato le nostre menti, mentre la cucina, il nostro palato.

 

Orvieto: una delle mie città umbre preferite! storica e ricca di luoghi culturali da visitare. Il duomo è la perla per eccellenza, capolavoro  dell’architettura gotica dell’Italia centrale:  l’occhio amante sensibile all’arte non può fare a meno di comprendere la maestria degli artisti che vi hanno lavorato, oltre venti nel corso dei secoli solo per la facciata e che nonostante ciò hanno saputo renderla armoniosa ed equilibrata, uniforme nello stile, grazie evidentemente al rispetto del progetto iniziale; mosaici, statue di bronzo e marmi policromi raccontano il destino dell’uomo, dalla Creazione al Giudizio finale.
Il cuore della città è dunque Piazza del Duomo, su cui si affacciano alcuni tra i palazzi antichi più importanti.

Il centro storico è ricco di botteghe di artigiani (la ceramica a Orvieto ha tradizione millenaria), locali, ristoranti e  varie attività, le quali allietano le ore del turista e le giornate dei suoi abitanti.
Noi ci siamo persino ritrovati all’esibizione di una band di strada.

Infine, sulla strada del ritorno, abbiamo pensato di passare da Bagnoregio, senza sapere in realtà cosa aspettarci.
Alle otto di sera il paese era pressoché desolato e per puro caso, anzi, solo per mancanza di segnaletica adeguata, che ci siamo ritrovati davanti al Belvedere, dove  un cartello spiegava  che scendendo alcuni scalini, si poteva accedere al ponte che porta al borgo di Civita di Bagnoregio, la città che muore.

Incuriositi dalla definizione data, ci siamo affacciati dal belvedere e abbiamo finalmente  visto questo meraviglioso borgo arroccato su di un monte che si ergeva a poche centinaia di metri di noi, accessibile solo percorrendo un ponte pedonale stretto e lungo qualche centinaio di metri, costruito negli anni sessanta e sospeso su una vallata profonda circa 300 metri. Civita di Bagnoregio rientra, a ragione, tra i 100 Borghi più Belli d’Italia. Come la maggior parte dei paesi del viterbese e della bassa Umbria, anche Civita ha origini etrusche e una storia millenaria ricca di eventi che l’hanno segnata. La sua posizione ha sempre permesso di raggiungerla difficilmente, ma l’erosione della collina e della vallata circostante fa si che questo paese si isoli sempre più. Attualmente il paese è abitato da 8 persone. Il borgo contiene tutt’ora case medievali intatte e alcuni importanti monumenti e luoghi d’interesse.

   

 

La giornata di domenica invece, c’ha visto scorrazzare intorno al lago di Bolsena, passando da Montefiascone dove ci siamo fermati su un tratto di strada panoramico per fare delle foto, da Marta per arrivare infine a Capodimonte, dove abbiamo trascorso una buona oretta sul lungolago,  distesi sul prato antistante. La giornata era particolarmente nuvolosa, quindi abbiamo abbandonato subito l’idea di bagnarci. E meno male, visto che eravamo affianco ad uno scarico di rifiuti che da tempo provoca una morìa di pesci incredibile. Ma questa è un’altra storia di cui parleremo altrove.

Verso ora di pranzo ci siamo messi di nuovo in sella alla volta di Viterbo, per mio desiderio, visto che in dieci anni che vivo a Roma non sono mai riuscita ad andarci, neanche per sbaglio.

Abbiamo visto ben poco di Viterbo, poiché il temporale in arrivo ci invitava a fuggire via quanto prima (..il problema della moto!).
Ad ogni modo, in quelle due ore ci siamo comunque fatti un’idea di massima della città.
Indimenticabile è il quartiere medievale di San Pellegrino:molto vasto e circondato dalle mura di cinta. Oltre al  quartiere di San Pellegrino, abbiamo avuto modo di visitare il Palazzo dei Papi, il Duomo di San Lorenzo, piazza del Plebiscito e la via centrale Corso Italia. Ma non finisce qui Viterbo, speriamo in un secondo momento di tornare a visitare il resto della città.

     
     

Un commento

  1. Todi non ha origini etrusche. Fu fondata dai Veii Umbri, popolazioni, che insieme ai Sabini, risultano gli abitanti più antichi dell’Umbria-Sabina. I Veii era un popolo che viveva nella valle del fiume Tevere. Il nome che viene attribuito alla Città, Tudere, significava, infatti, confine e delimitava questo territorio da quello di dominio etrusco di Orvieto.

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