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Viaggio in moto nell’Europa dell’Est: la mia “prima volta” da mototurista

Viaggio in moto nell’Europa dell’Est: la mia “prima volta” da mototurista

Che cosa fai quando la persona che ami ti chiede di condividere con lui la sua più grande passione, che un po’ è anche tua?
Vengo da una famiglia di motociclisti della domenica, zii e cugini che amano le moto e me le hanno fatte conoscere sin da bambina. Ma mai avrei pensato di trascorrerci sopra una delle più belle vacanze della mia vita, forse la più bella e difficile insieme.

Il mio Lui aveva già fatto viaggi lunghi in moto, mentre io mi ero accontentata fino a quel momento di mettermi alla prova in qualche we e in lunghe scampagnate di una giornata.
Quando parlammo della possibilità di fare un viaggio di due settimane in moto si alternavano nella mia testa due pensieri: il primo – “Siiiii che bello dai dai partiamo” e il ben peggiore secondo – “Non reggerò mai la stanchezza sarò costretta ad auto-abbandonarmi sul ciglio di qualche strada…straniera per giunta”.

Con questo spirito diviso e tanta voglia di sperimentare abbiamo prenotato il nostro tour, “Dal Mediterraneo al Mar Nero”, del tour operator Motoexplora, di proprietà di Peppe, catanese verace dalla passione sviscerata per la moto e dalla parlantina facile. Con lui puoi tranquillamente mandarti a quel paese un minuto prima e un minuto dopo trovarti a ridere davanti a un piatto di pasta. Ma questo lo avrei saputo solo dopo.

Il nostro viaggio parte il 3 agosto, punto di ritrovo una stazione di servizio nei pressi di Padova, 14 moto e 22 tra bikers e zavorrine…si zavorrine…le passeggere sono chiamate così dai motociclisti…roba che quando mi ci hanno chiamato per la prima volta ho pensato ad un insulto gratuito! Oltre a noi, un furgone officina del tour operator attrezzato per tutte le evenienze del caso.

3 agosto: prima tappa Idrija, città mineraria della Slovenia molto caratteristica, dove abbiamo potuto vedere un bel museo dedicato alla vita della città, ruotata per anni intorno allo sfruttamento delle miniere di mercurio presenti nella zona. Abbiamo anche potuto assaggiare pizze dai dubbi condimenti, come mozzarella, prosciutto cotto e frutti di mare, ma i paesaggi intorno alla città sono di un verde brillante e le strade sterrate molto belle.

La sera arriviamo a Lubiana, dove facciamo tappa per la notte. Con i suoi infiniti ponti e viuzze, mi colpisce subito per ordine e pulizia. Incuranti delle temperature estive ci fermiamo in un ristorante caratteristico a mangiare zuppa di funghi servita in piccole zuppiere di pane e carne alla brace come se non ci fosse un domani. Per inciso, la carne alla brace sarà un must per tutta la durata del viaggio, ma nei paesi dell’est, ho potuto scoprire, è davvero molto buona e la sanno cucinare bene.

panoramica Budapest

Panoramica Budapest

4 agosto. Secondo giorno di viaggio, arriviamo in Ungheria. Prima tappa Keszthely, dove abbiamo visitato l’immenso Castello Festetics e abbiamo passeggiato per il centro della città, che si affaccia sulla parte occidentale del Lago Balaton, il secondo lago più grande d’Europa.

Poi trasferimento veloce verso Budapest, dove dopo un’altrettanto veloce doccia in albergo ci dirigiamo verso la parte alta della città, dove ci godiamo la città dal Bastione dei pescatori. In serata un gruppo di noi si è concesso poi una passeggiata sul Ponte delle Catene, le cui rive ci hanno visto protagonisti di assurdi passi di danza al ritmo di musica etno-elettronica dal vivo, ballata insieme a centinaia di ragazzi del posto. Risate, divertimento e molta sabbia portata in albergo.

5 agosto. Dopo un’uscita trionfale dalla capitale ungherese con il corteo di moto che attraversa il Ponte delle Catene e foto di gruppo in Piazza degli Eroi, ci dirigiamo verso la Romania, direzione Cluj-Napoca, vecchia capitale della Transilvania. Per arrivarci, abbiamo attraversato paesaggi spettacolari e selvaggi, e tanti paesini rurali, dove ancora i carretti venivano trainati da buoi e potevi attraversare chilometri e chilometri senza incontrare anima viva.

A Cluj-Napoca inizio ad accusare i primi sintomi forti di stanchezza…due giorni e mi sembrava già di morire. “Ottimo”, ho pensato, “a pezzi dopo appena 800 chilometri…e quando ci arrivo a 5000?”. Per fortuna, come alcuni compagni di viaggio mi hanno rassicurato, la stanchezza poi passa, è come se il corpo si abituasse. Oddio, la sera c’è sempre quel momento, dopo la doccia e prima della cena, in cui pensi che vorresti solo metterti a letto, ma poi ti ricordi che occasioni di conoscere così tante culture e posti tutti insieme non ricapitano spesso, e pensi che ne vale la pena.

Miniere di sale di Turda

Miniere di sale di Turda

6 agosto. Partiamo in direzione Sibiu, città molto bella della Transilvania, con un centro città molto caratteristico fatto di viuzze e scale. Sulla strada per Sibiu abbiamo fatto visita alle Miniere di sale di Turda. Con la sua temperatura costante di 10° – 12°, l’interno delle miniere è stato riadattato ad immenso parco giochi, con una ruota panoramica, un cinema, un spazio teatro, biliardi e videogiochi e, sul fondo, un simpatico lago navigabile con barchette da affittare sul posto. Ma da evitare se si soffre di vertigini o claustrofobia, si scende di parecchio, e alcune volte per cunicoli strettini. Pausa pranzo ad Alba Julia, antica città fondata dai Romani nel II secolo, dove è ancora possibile ammirare le antiche mura circondate da fossati e da un ponte che conduce direttamente nel cuore del piccolo centro, ben tenuto e dove si assaggiano buonissimi cannoli di sfoglia cotti alla piastra e conditi con cioccolato, cacao, cocco, nocciole….o tutto insieme!

7 agosto. Da Sibiu partiamo per la tappa più importante di tutto il viaggio, la strada definita la più bella del mondo. La Transfagarasan, costruita nel 1970 per volere di Ceaușescu, unisce il nord e il sud della Romania, attraverso i monti Fagaras. Brividi lungo la schiena e panorami mozzafiato, mentre la percorro invidiando di brutto il mio biker che ha la possibilità di guidare su questa strada stupenda. Io mi limito, da brava zavorra, a seguirlo in ogni minimo movimento per essere tutt’uno con lui e la moto, per aiutare a rendere la guida il più fluida possibile. Dopo tanta emozione ci fermiamo a pranzo al lago Vidraru e ci fermiamo ad osservare la Fortezza di Poienari, dimora di Vlad l’Impalatore, meglio noto come Dracula. Un acquazzone improvviso ci impedisce di godere a lungo del paesaggio, ma fa parte del gioco. Ed è con ancora addosso l’adrenalina per quella strada pazzesca che ci dirigiamo verso Bucarest, dove trascorriamo la serata in uno dei locali storici del centro città: il Caru cu Bere, con cibo e birra ottimi e spettacoli di ballo tipici.

Transfagarasan

Transfagarasan

 

Varna

Varna

8 agosto. Si parte in direzione Bulgaria, dove passando la frontiera dopo i dovuti controlli, ci dirigiamo verso Varna, nostra tappa serale, attraversando tanti paesini dove la povertà è palpabile: carri trainati dai buoi, casette modeste a bordo strada, bambini impegnati nelle campagne con le loro famiglie che ci salutano festanti, sorridendoci a trentadue denti. Facciamo una pausa pranzo veloce in uno di questi paesini, svaligiando l’unico negozio di alimentari presente nel giro di diversi chilometri, dove la simpatica proprietaria ci ha offerto salumi e formaggi freschi tipici di quelle zone. Il caldo è tanto e molti di noi iniziano ad accusare la stanchezza, ma lo spirito che accompagna il gruppo per tutto il viaggio è goliardico: battute, prese in giro, risate e scherzi non mancano mai e questo aiuta a sentire di meno la stanchezza, soprattutto ad una pivella come me. Arriviamo infine a Varna, dove prima ci concediamo una passeggiata sulle rive del Mar Nero, poi approfittiamo della piscina all’ultimo piano dell’albergo dove alloggiamo per rilassarci un po’. Varna si presenta come una tipica città estiva, che in questo periodo pullula di turisti, ricca di locali e di eventi. Trascorriamo la serata a cena in uno dei tanti ristorantini con terrazza sul Mar Nero che offrono ricchi menu di carne e di pesce e verdure cucinate in tanti modi diversi.

9 agosto. Ci svegliamo sotto un sole cocente già alle otto e trenta del mattino, orario di partenza, direzione Plovdiv, la seconda città della Bulgaria, definita anche la Firenze bulgara. Paesaggi molto belli fatti di ruscelli e montagne incontaminate ci guidano lungo il percorso, fatto su strade secondarie piene di curve. Plovdiv si presenta come una bella città con un centro storico ben conservato in stile rinascimentale e molti reperti archeologici ancora visibili dell’epoca romana, come il teatro romani, il foro e lo stadio romano ancora in parte coperto dal terreno, posto proprio al di sotto del centro pedonale della città.

Monastero Bachkovo

Monastero Bachkovo

10 agosto. Con l’osso sacro che inizia a gridare vendetta, partiamo alla volta di Bansko, città di montagna meta del turismo invernale bulgaro. La prima tappa della giornata è il Monastero di Bachkovo, il secondo monastero per ordine di importanza della Bulgaria. Posto stupendo che trasmette un gran senso di pace, arriviamo al monastero mentre si stanno celebrando alcune prime comunioni, o almeno è quello che sembra. I canti ortodossi si diffondono tutto intorno trasmettendo al tutto un’aura ancora maggiore di sacralità. Le due chiese presenti all’interno del monastero presentano affreschi bizantini di grande bellezza.

Qui vengo a conoscenza del modo di rispondere dei bulgari, che è contrario del nostro: ovvero per dire si fanno segno di no con la testa; viceversa per dire di no fanno segno di sì. Ma prima di capirlo, io e una delle altre zavorre del gruppo, Sara, abbiamo impiegato circa dieci minuti di divertentissimi tentativi di dialogo con la signora da cui ho poi acquistato un bicchiere di appetitosi fichi rossi J. Ci concediamo una lauta pausa pranzo in un ristorante trovato sulla strada, dove ho l’ardire di ordinare una “Carbonara” per ritrovarmi davanti una pasta con panna, prosciutto e funghi, quindi una boscaiola (ottima per carità). Attraversiamo diversi paesini per procedere poi lungo la strada che porta alla Gola del Diavolo, percorso tra montagne imponenti che ci offrono scorci bellissimi. Poi il paesaggio si riempie di boschi di conifere e faggi e arriviamo a Bansko, città dormiente nel periodo in cui arriviamo noi, ma che ci offre una piacevole frescura dopo il calore dei giorni scorsi. Anche qui ceniamo in un ristorantino tipico, dove assaggiamo carne buonissima e un liquore particolare fiammante, servito a fine pasto come digestivo. Inutile dire che ci ha messo ko. Ah, il conto ci è stato servito infilzato da uno strano coltello su un ciocco di legno. Carino, no? :/

Piramidi di Stob

Piramidi di Stob

11 agosto. Tutti pronti nella piazzola del Kempisky Hotel già alle otto e trenta del mattino, direzione Sofia, dove faremo sosta per due giorni. Non vediamo l’ora di fermarci per qualche ora di più, per sgranchire per bene le gambe e…fare il bucato. Perché si, una zavorrina fa anche questo, il bucato. Lo spazio per i bagagli è limitato e devi calcolare di rilavare le cose che porti con te (oppure affidarle ai servizi lavanderia degli alberghi, che però in genere hanno bisogno di più tempo di quello che noi ci concediamo per le soste notturne). Ma prima di arrivare a Sofia, ci arrampichiamo fin sulla cima delle Piramidi di Stob, montagne che a causa degli agenti atmosferici presentano delle particolari strutture a punta, fatte di terra rossa che all’alba e al tramonto regalano colori pazzeschi. I più audaci di noi sono arrivati lì dove sembrava impossibile…
Per la pausa pranzo ci fermiamo al Monastero di Rila, il primo monastero della Bulgaria per importanza, maestoso ed imponente. La chiesa al suo interno, in fase di ristrutturazione quando siamo arrivati, presenta degli affreschi bizantini alle pareti di una bellezza commovente.

Monastero di Rila

Monastero di Rila

Arriviamo nel pomeriggio al Lago Pancharevo attraverso una strada molto piacevole, dove ci fermiamo per una sosta prima di entrare a Sofia. Una volta a Sofia, molti di noi si concedono una serata di relax nel lussuoso albergo dove soggiorniamo, tra la sauna, la piscina e i ristorantini presenti al suo interno.

Chiesa di San Giorgio Sofia

Chiesa di San Giorgio, Sofia

12 agosto. Dopo aver fatto il bucato (da brava zavorrina) e con gli occhi ancora sognanti per la sorpresa che il mio biker mi ha fatto la sera prima per il mio compleanno (cenetta a lume di candela nel ristorante panoramico al diciannovesimo piano del nostro hotel ) partiamo insieme alla nostra guida turistica alla scoperta di Sofia. La Capitale della Bulgaria mi colpisce per la quantità di edifici storici ben conservati, come la Chiesa di San Giorgio, di epoca paleocristiana. Trascorriamo la mattinata visitando, oltre a quest’ultima, la chiesa di Santa Sofia e la Cattedrale di Aleksandăr Nevski. Ci concediamo un pomeriggio a passeggio tra le vie del centro, pieno di negozi, molti a marchio italiano, e concedendoci un aperitivo in stile italiano. Per cena, sconfitti dall’abuso di carne di ogni tipo dei giorni precedenti, ci concediamo pizza e birra in un ristorante che vanta origini italiane e utilizzo di alimenti di prima qualità e in effetti la pizza ci ha soddisfatto. Ma forse a parlare era la voglia di sapori di casa J.

Suk di Skopje

Suk di Skopje

13 agosto. E’ bastato un giorno di stop che già io e il mio biker sentiamo nostalgia della moto, ce lo confidiamo in ascensore, mentre andiamo a prendere Carolina (la Moto Guzzi Stelvio di lui, ribattezzata Carolina da me 😀 ). Siamo contenti di rimontare in sella, anche perché dobbiamo far risvegliare i muscoli, che si sono rilassati parecchio il giorno precedente. La destinazione finale della giornata è Skopje, capitale della Macedonia. Attraversiamo campi infiniti di girasoli e paesini dagli scenari semplici ma curati. Skopje è una città che mi stupisce, una meta turistica a cui non avrei mai pensato se non fosse stato per questo viaggio. La città è letteralmente divisa in due dalla presenza del fiume Vardar, che delimita anche i confini religiosi delle due aree della città. Da un lato del fiume abbiamo infatti la parte musulmana della città, con diverse moschee e il vecchio suk con il suo dedalo di vie e banchi per la merce. E poi la voce che dai minareti chiama alla preghiera, arrivando in ogni angolo, che ipnotizza chi non è abituato. Dall’altro lato del Vardar abbiamo la parte cristiana della città e anche la più occidentale, con i suoi maestosi monumenti dedicati ad Alessandro il Macedone e alla sua famiglia, le sue fontane immense e i suoi palazzi molto più recenti, tra i quali spiccano le sedi di alcune aziende e banche. Decidiamo di cenare nella parte musulmana della città, in una piazza dove a farla da padrone è un albero con il suo tronco centenario che ricopre con i suoi rami quasi per intero la piazza. La voce del muezzin, all’ora della preghiera, ci cala in un’atmosfera stupenda, mentre tutti nella piazza smettono di mangiare durante il suo richiamo alla preghiera. E, poco più in là del nostro tavolo, dopo la fine dell’ora della preghiera, un gruppo di ragazzi inizia a suonare quello che sembra un buon blues dal vivo, ciliegina sulla torta di quella che è un’atmosfera così particolare da non riuscire a descriverla del tutto.

Questa è la nostra ultima cena con il gruppo, io e il mio biker l’indomani lasciamo la carovana per imbarcarci a Tirana, mentre i nostri compagni di viaggio proseguono verso il Montenegro e la Croazia; i nostri impegni di lavoro ci richiamano in patria prima della fine del tour.

Devo dire che come prima esperienza da zavorra non potevo chiedere di meglio. Un gruppo di viaggio stupendo, con cui le risate e il divertimento non sono mai mancati, così come la voglia di affrontare sempre più chilometri e condividere fatiche ed entusiasmi. Qui trovate la galleria fotografica completa.

La presenza del furgone, che è stato di grande aiuto per alcuni di noi che hanno avuto disavventure con le loro moto, mi ha fatto sentire sicura per tutto il tempo.
I chilometri sono tanti, è vero, ma percorrendoli in questo modo non vedi solo i paesaggi, ma respiri i profumi, ascolti i suoni dei posti che attraversi, aiutandoti ad entrare appieno nello spirito di quei luoghi.

Sono così entusiasta del viaggio da pensare già al prossimo , il Capodanno in moto in Tunisia, offerto sempre da Motoexplora. Visto che ci siamo trovati così bene, perché cambiare? 🙂

Le mie avventure da zavorrina sono poi proseguite in viaggi in moto per altre strade più italiote, tra Isola d’Elba, Lago di Garda, la Toscana…ma di questo poi vi racconterò (forse) un’altra volta. In fondo, adesso che c’ho preso gusto, perché fermarmi? 😀

 

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