di Giulia Varetti

Famosa come l’antica Eporedia, nel “Canavese”, sede della Olivetti e amata per il suo originalissimo e antico Carnevale: è Ivrea ed è una cittadina in provincia di Torino dal fascino inaspettato!

Cosa vedere a Ivrea

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Piazza Castello

Il nome del territorio, il “Canavese”, deriva dalla canapa, coltivata in tempi antichi e raffigurata ancora oggi sulla torre centrale del Palazzo di Città (che ospita il Comune dal 1758): partiamo proprio da qui per un tour di Ivrea. Attraversata Piazza di Città arriviamo, con una breve passeggiata, a Piazza Castello: siamo davanti al poderoso edificio a pianta quadrata con torri cilindriche merlate, citato da Giosuè Carducci, costruito nel 1358 da Amedeo VI di Savoia. Proprio in questo quadrante erano inseriti anche i luoghi del potere religioso: siamo infatti vicini al Duomo di Santa Maria Assunta (di origini paleocristiane sui resti di un antico tempio romano dedicato ad Apollo), al Vescovado e al chiostro capitolare. Se proprio in questa zona capitate all’ora di pranzo, si può pensare a una tappa alla Trattoria Monferrato: è il posto giusto per una full immersion nella cucina tradizionale piemontese!

 

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Il Teatro Giacosa e il Carnevale di Ivrea

Non siamo lontani dal neoclassico Teatro Giacosa, restaurato nel 1958 in occasione del 150° anniversario del Carnevale di Ivrea. Il Carnevale è proprio ciò che rende Ivrea famosa nel mondo: da qualunque continente arrivano centinaia di migliaia di visitatori per assistere alla famosissima battaglia delle arance e alle tante rievocazioni storiche in costume che caratterizzano il programma. Si dice sia l’unico carnevale tradizionale che abbia mantenuto in pieno il legame con il Medioevo. Se ci andate l’ultima domenica di Carnevale, il lunedì grasso e il martedì grasso, non dimenticate il berretto rosso che distingue chi non deve essere colpito!

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L’anfiteatro di Ivrea


Decentrato rispetto al centro, per gli amanti dell’archeologia l’anfiteatro di Ivrea è una meta obbligata: costruito intorno alla metà del I secolo d.C., fuori dalle mura romane, lungo la via per Vercelli, poteva ospitare fino a quindicimila spettatori ed è lungo circa 65 metri. Ne rimangono le fondamenta del muro perimetrale ellittico e i cunicoli sotterranei dove venivano tenuti gli animali da combattimento.

Il Museo Civico Garda

La romana Eporedia è raccontata anche nel Museo Civico Garda, dove è esposta l’importantissima stele del gromatico, che raffigura lo strumento utilizzato dai Romani per segnare la centuriazione del territorio.

Il Naviglio di Ivrea

Poco distante dall’anfiteatro, passa il Naviglio di Ivrea, che prende l’acqua dalla Dora Baltea. Seguendolo si arriva al ponte vecchio, in ferro verde. Se siete qui in orario aperitivo, provate la Vinosteria Solativo o, dall’altra parte del fiume, le Cantine Morbelli. Se invece volete pranzare o cenare, anche all’Osteria San Maurizio, proprio nel pressi del ponte vecchio, trovate i classici piatti canavesani (bolliti, agnolotti, bagna cauda e la locale Torta900).

 

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L’ex fabbrica Olivetti e la chiesa di San Bernardino

Fuori dal centro cittadino, dal 1908 agli anni ’90 la Olivetti è stata la prima e più importante fabbrica italiana di macchine per scrivere e da calcolo. Oggi gli edifici della fabbrica ospitano Vodafone Italia, mentre dal 1998 l’Associazione Archivio Storico Olivetti svolge un’attività di raccolta, conservazione e promozione per la storia e l’archeologia industriale del nostro paese. In quest’area industriale sorge una chiesa antica assolutamente da visitare: è San Bernardino e all’interno ha un enorme tramezzo affrescato a fine Quattrocento da Martino Spanzotti con le storie della vita e della Passione di Cristo.

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