Il suo skyline è inconfondibile, riflesso nelle acque del Mincio, visto da Ponte San Giorgio o dal battello sul fiume: Mantova è un’incredibile città del Medioevo e del Rinascimento, uno dei luoghi Unesco della Lombardia, una Capitale della Cultura Italiana di tutto rispetto.

Cosa vedere a Mantova

 

Piazza Sordello e il Duomo di San Pietro Apostolo

Chi, per esempio, arrivato nel cuore di Mantova, in Piazza Sordello, non si è trovato a fare un giro su se stesso, al cospetto dei palazzi rinascimentali, della forma medievale della piazza e delle tracce romane a mosaico nella pavimentazione? Davvero, una macchina del tempo! Qui si trova il Duomo di San Pietro Apostolo, con cinque navate imponenti, decorazioni rinascimentali e le spoglie di illustri personaggi cittadini (tra cui Sant’Anselmo, il patrono, e numerosi membri della famiglia Gonzaga).

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Il Palazzo Ducale di Mantova e il Castello di San Giorgio

Cuore di Mantova è Palazzo Ducale, un complesso monumentale e museale di 35.000 mq, con oltre 900 stanze, affreschi, cortili, giardini e tutta la storia della famiglia Gonzaga, di cui questa era la reggia.

 


Inglobato nel Palazzo Ducale, il Castello di San Giorgio ha quattro torri, un fossato e tre ponti levatoi: nato come difesa militare, viene presto trasformato nella “corte” dei Gonzaga. Con prenotazione obbligatoria, qui si ammira il capolavoro di Andrea Mantegna, la Camera Picta, più conosciuta come Camera degli Sposi: dal centro della stanza si gode della prospettiva perfetta su una finzione architettonica popolata dai personaggi della corte e della mitologia, che culmina nel celebre oculo da cui si affacciano varie figure che guardano verso il basso.

 

La Basilica di Sant’Andrea

Vicinissima a Palazzo Ducale, la Basilica di Sant’Andrea è la chiesa più grande di Mantova. A progettarla è Leon Battista Alberti ed è sormontata da una cupola di circa 80 metri di altezza firmata da Filippo Juvarra. I nomi degli artisti che si occupano delle decorazioni interne è da palmarès, basti citare Mantegna e Correggio. Nella cripta si conservano due reliquiari con terra intrisa di sangue di Cristo, portata secondo la tradizione dal soldato romano Longino, che aveva trafitto il costato di Cristo in croce.

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Piazza delle Erbe e la Rotonda di San Lorenzo

A due passi dalla basilica si apre Piazza delle Erbe, dominata dalla Rotonda di San Lorenzo, riconoscibilissima per la sua forma a pianta circolare, voluta da Matilde di Canossa come evocazione delle basiliche della Terra Santa (probabilmente si tratta del recupero di un precedente edificio sacro romano di IV secolo).

 

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Il Palazzo della Ragione, la Casa del Mercante e la Torre dell’Orologio

Lì vicino, da non perdere, il Palazzo della Ragione, la Casa del Mercante (casa-bottega del mercante di tessuti Giovanni Boniforte da Concorezzo, con finestrone, colonnine e fregi in cotto che illustrano gli oggetti venduti in bottega) e la quattrocentesca Torre dell’Orologio costruita per i Gonzaga dal matematico e astrologo Bartolomeo dell’Orologio: l’orologio ha numeri romani, posizione degli astri, segni zodiacali, pianeti e giorni della Luna, ma anche un fitto sistema di ingranaggi. Dalla torre si ha un bellissimo panorama su Mantova e dintorni (stessi orari di ingresso del Palazzo della Ragione).

La Chiesa di San Francesco il Mausoleo dei Gonzaga

I Gonzaga, veri protagonisti della storia cittadina, avevano tra il 1369 e il 1484 nella trecentesca Chiesa di San Francesco il loro mausoleo: oltre a 8 membri della famiglia e al Beato Alberto Gonzaga, trovano sepoltura nella bella chiesa affrescata anche i membri della famiglia Torelli e Giovanni dalle Bande Nere, condottiero sepolto completamente armato, nel 1526, e poi traslato nelle Cappelle Medicee di Firenze. Lo stile della chiesa è il classico gotico lombardo.

 

Palazzo Te di Mantova

Non proprio nel cuore di Mantova, ma imperdibile, è infine Palazzo Te, museo civico insieme a Palazzo San Sebastiano e Centro Internazionale d’Arte e di Cultura. Si tratta di un fastoso palazzo cinquecentesco voluto da Federico II Gonzaga come dimora di divertimento, con ampi saloni (come la Sala dei Giganti e la Sala di Amore e Psiche), cortili e giardini. Il nome deriva da un’abbreviazione del termine medievale teieto, cioè giardino di tigli.

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La Casa di Andrea Mantegna

Se intanto vi siete appassionati di arte rinascimentale (ma non solo), vale la pena una visita alla lì vicina Casa del Mantegna, una dimora senza eguali per gli artisti dell’epoca, datata 1476: il terreno donato da Ludovico Gonzaga costituiva forse il premio per il lavoro agli affreschi della Camera degli Sposi. Mantegna creò un palazzo di due piani con pianta quadrata e cortile circolare. Oggi è sede di festival, rassegne e mostre contemporanee.

 

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Mantova: eccellenze enogastronomiche

Domanda d’obbligo: il piatto tipico di Mantova? La torta per eccellenza è la sbrisolona, dalla parola dialettale brìsa, briciola, la cui ricetta risale a prima del ‘600: in origine aveva ingredienti poveri (farina di mais, strutto e nocciole), oggi si fa con farine bianca e gialla e zucchero in parti uguali (è la “torta delle tre tazze”), a cui si aggiunge la frutta secca di taglio grossolano. Risultato? Un dolce irregolare, che si sbriciola, che non si taglia a fette ma si spezza con le mani e che va servito bagnato con vini liquorosi o grappe. Basta passeggiare sotto i portici della città per sentire il dolce richiamo del suo profumo!

 

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Se volete fare un viaggio nella cucina locale, un’idea può essere il Cento Rampini in Piazza delle Erbe o l’Antica Osteria Fragoletta, vicino a Piazza Sordello e al Teatro Vecchio – il nome deriva dall’antica proprietaria, un’attrice del ‘700 che veniva chiamata Fragoletta, che aprì una locanda gli amici attori del vicino teatro. Da Piazza Sordello si può anche entrare nella cultura enogastronomica di Mantova percorrendo il pittoresco vicolo Bonacolsi, dove l’Aquila Nigra vanta una stella Michelin grazie anche ai tradizionali tortelli di zucca, fatti a mano con ripieno di mostarda di mele e amaretti: come in tutte le tavole delle massaie mantovane, i tortelli sono serviti con burro fuso e Grana Padano (ma qui trovate anche sale storiche con affreschi e stemmi dei Gonzaga).

Ultima chicca: Mantova ha un unicum gastronomico, è l’unica città d’Italia in cui si producono sia il Grana Padano che il Parmigiano Reggiano.

 

 

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