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Venezia. Visitare la Serenissima durante il Festival del Cinema

Venezia. Visitare la Serenissima durante il Festival del Cinema

Tra pochi giorni inizierà la 70° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e gli appassionati di cinema e gli amanti dei viaggi di tutto il mondo, iniziano i preparativi per fare capo nella Serenissima e vedere da vicino i famosissimi attori di Hollywood (e magari collezionare un po’ di autografi). Questo post è indirizzato proprio a coloro che stanno organizzando il soggiorno e cercano di incastrare anche tutte le dovute visite alla città.

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I giorni in cui svolge l’evento sono dal 28 agosto al 7 di settembre. L’ideale è arrivare due giorni prima della data delle proiezioni dei film che si ha intenzione di vedere, oppure di andare via qualche giorno dopo, per avere la possibilità di visitare con calma le maggiori attrazioni della città.

Dove alloggiare a Venezia

Ci è stata suggerita una magnifica residenza storica proprio a Lido di Venezia, a pochi passi dal Palazzo del cinema: l’Hotel Ca’ del Borgo. La struttura ricettiva è in grado di rendere un’esperienza esclusiva, grazie alla raffinata struttura e la cura dei dettagli visibile sia nell’arredamento che nei servizi offerti.

Cosa visitare a Venezia in due giorni

I vaporetti da e per il Lido di Venezia sono frequenti e aumentano durante i giorni della Mostra del Cinema.

Il primo giorno è necessario dedicarlo alla visita della Basilica di San Marco: impossibile non restare di stucco nell’osservare il tetto composto tutto di oro e la quadringa in bronzo dorato, realizzate utilizzando il ricco bottino raccolto durante la guerra per la conquista di Costantinopoli.

Hotel Cà borgo

Hotel Cà del Borgo

Restando nella Piazza San Marco, non è difficile immaginarsi, durante gli anni di massimo splendore, le danze e i festeggiamenti in quella che diventava la più grande sala da ballo d’Europa: soprattutto nel periodo di Carnevale in cui il divario tra le classi sociali veniva appianato dalla “Bauta”, tipica maschera locale. Tutto ai piedi de “el parón de casa”, nome con cui i veneziani chiamano il Campanile di San Marco, che con i suoi 98 metri di altezza sovrasta la piazza regalando una vista spettacolare su tutto il bacino lagunare.

Il Palazzo Ducale, casa fortificata del Doge e luogo di incontro del Consiglio dei Dieci. Si accede all’edificio tramite la Porta della Carta, il nome lo deve probabilmente al fatto che si usava affiggervi le nuove leggi o decreti, o forse per la vicinanza agli archivi statali. Tra le visite guidate proposte la più meritevole è quella sugli ITINERARI SEGRETI, tramite la quale è possibile ammirare le stanze nascoste tra le mura del palazzo, dove la Serenissima stipulava i contratti e gestiva i contatti commerciali e politici più importanti.

Un curioso aneddoto della torre dell’orologio, ancora in Piazza San Marco, riguarda le due statue di bronzo, raffiguranti i noti Mori: “il vecchio” ha la barba, al contrario “del giovane”; suonano la campana, rispettivamente, uno due minuti prima dello scoccare dell’ora e l’altro due minuti dopo, ad indicare il tempo passato e il tempo futuro. Di fronte alla torre dell’orologio si ergono due colonne, una con il leone alato e l’altra con la statua di San Tòdaro (primo protettore della città) che uccide il drago. Durante la Repubblica i veneziani usavano giustiziare i condannati a morte con le spalle rivolte al bacino e il volto all’orologio in modo tale che l’ultima cosa che potessero vedere fosse l’ora della loro morte.

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© GettyImages

Si può percorrere ora la Riva degli Schiavoni, dedicata ai ricchi mercanti della Dalmazia che gestivano molteplici traffici commerciali con la Repubblica veneziana. Sulla riva è possibile, ancora oggi, riconoscere gli attracchi delle navi mercantili. Si può inoltre dedicare una visita alla Biblioteca Marciana, la più antica e grande della città, famosa per i numerosi manoscritti datati. A pochi minuti da Piazza San Marco troviamo la Scala Contarini del Bovolo, tipica per la sua particolare forma a chiocciola, chiamata dai veneziani, appunto, “bovolo”.

Il secondo giorno, addentrandosi in città, si possono visitare il famigerato Ponte di Rialto: un tempo in legno, è il ponte più maestoso sul Canal Grande; il Mercato del Pesce, tutt’oggi frequentato dai pochi veneziani ancora residenti, è un ottimo modo per vedere uno scorcio di vita reale in questa città dai mille volti. Da qui si può prendere la gondola, ad un prezzo davvero modico, per passare dall’altra parte del canale e giungere così a Ca’ D’oro (casa d’oro), chiamata così per le decorazioni d’oro nella facciata, purtroppo, ormai perdute. Il Palazzo ospita la collezione d’arte di Giorgio Franchetti, uno dei proprietari. Proseguendo verso Rio Terà Farsetti si arriva al Ghetto, luogo che la Serenissima Repubblica di Venezia, durante il suo dominio, aveva dedicato alla popolazione ebraica. È possibile visitare la Sinagoga ed il Museo Ebraico. In questa zona sono numerosi i negozi ed i ristoranti ebraici.

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