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Per il racconto di questo bellissimo viaggio alle Azzorre ricco di dettagli e consigli utili, ringraziamo Luisa e suo marito per aver scritto questa guida per noi!

Prima di scegliere di visitare le Azzorre, abbiamo letto moltissimi blog e guide turistiche online, ma niente ti prepara veramente a questa esperienza.
I portoghesi dicono che alle Azzorre ci sono quattro stagioni in un giorno, ed è vero. Devi viaggiare preparato a tutti i climi, altrimenti potresti incontrare qualche difficoltà. Ma a parte ciò il viaggio vale assolutamente la pena.
Non troverete mai alle Azzorre il turismo di massa, e secondo me non è un viaggio adatto a famiglie con bambini piccoli (anche se in verità, ne abbiamo incontrate diverse).

Visitare le Azzorre

Le Azzorre sono un arcipelago composto da 9 isole, alcune anche abbastanza distanti tra loro. Con mio marito avevamo a disposizione solo 15 giorni per visitarle per cui abbiamo fatto una scelta e abbiamo deciso di visitarne solo 5 tra quelle più pubblicizzate.

Ho visto degli spettacoli naturali e paesaggi che credo mi rimarranno impressi nella memoria per sempre. Sono isole di origine vulcanica, le cui spiagge si sono in parte formate dall’incontro della lava con il mare; quindi le spiagge di sabbia sono poche e non presenti in tutte le isole. Naturalmente questo non significa che non sia possibile farsi il bagno anzi: la lava solidificata ha creato splendide piscine naturali. L’oceano ha generalmente una temperatura diversa di quella del Mar Mediterraneo ma nelle parti in cui è poco profonda o nelle insenature è davvero calda.

Le grotte naturali

Le eruzioni vulcaniche che hanno dato vita alle isole hanno nei secoli formato delle caverne naturali che è possibile visitare attraverso tour guidati. Vi consiglio di prenotare per tempo come dicono nelle diverse guide, altrimenti farete il nostro errore e non potrete visitare quelle che dicono essere le più belle (e di conseguenza le più gettonate). Ad ogni modo anche le grotte che abbiamo potuto visitare noi sono un’esperienza naturale incredibile.

Trekking e terme

Le Azzorre sono il paradiso per gli amanti del trekking. Esistono diversi percorsi di trekking consigliati; noi non siamo esattamente degli sportivi per cui abbiamo fatto solo quelli che ci entusiasmavano di più.
E per gli amanti delle terme, qui potete approfittarne perché le Azzorre, essendo isole ex vulcaniche vi  sono piscine termali naturali che sono un vero toccasana. E rispetto a quelle italiane sono discretamente economiche.

Azzorre: cosa vedere e dove dormire

Per arrivare alle Azzorre, si deve fare tappa obbligatoriamente a Lisbona, quindi vi consiglio una volta lì di prendervi qualche giorno per visitare anche questa splendida città – ma quello è un altro viaggio e un altro film.

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Isola di Faial

La prima tappa del nostro viaggio è stata l’isola di Faial, città di Horta. Sin dalla vista dei suoi colori ci siamo innamorati subito!

horta isola faial

In questa piccola isola abbiamo deciso di rimanere poco e di non stressarci troppo. Abbiamo visitato, solo, con calma, e a piedi Horta, un paesino davvero caratteristico, e di farci il bagno sulle sue coloratissime spiagge. Il nostro consiglio è di visitare anche il paesaggio lunare del Volcano Capelinhos, dall’altra parte dell’isola.

azzorre isola di faial vulcano
Foto di jacqueline macou da Pixabay

A Horta abbiamo passeggiato sul lungo mare, visitato La Fabrica da Baleia de Porto Pim, piccolo museo, interessante per chi vuole saperne di più sulla storia di queste isole la cui economia per secoli ha ruotato intorno alla caccia alle balene. Esistono diversi musei come questo anche nelle altre isole. Nei pressi del museo inizia un percorso di trekking che porta a salire sulla collina alle spalle di Horta, da cui si scorgono viste spettacolari (a questo proposito vi consiglio scarpe adatte, con i sandali si tende a scivolare).

 


Al termine della passeggiata, ci siamo fermati a riposare sulla spiaggetta di Porto Pim, molto frequentata, con acqua calda e bassa che ci ha fatto pensare: “non è vero che l’acqua dell’oceano è così fredda!”.
Al ritorno ci siamo fermati al Peter Café Sport per un dolcino, ve lo consiglio, soprattutto se siete amanti di luoghi instagrammabili: la vista da Horta dell’isola di Pico per esempio, è davvero romantica.

horta panoramico su isola pico

Vi consiglio anche di passeggiare lungo il porto, dove le navi per lasciare traccia del loro passaggio disegnano dei murales. Ce ne sono tantissimi.
horta murales

Visitare l’Isola di Pico

Il giorno successivo, in traghetto, da Faial ci siamo spostati sull’isola di Pico.
Su quest’isola, come in tutte le successive, abbiamo deciso di noleggiare una macchina, perché le attrazioni erano tante, e tutte molto distanti tra loro.
Purtroppo, non avendo prenotato in tempo non abbiamo potuto visitare la famosa Gruta das Torres che le guide indicano come la grotta più bella, e con il percorso più lungo di tutte le altre.
A quel punto, abbiamo deciso di cambiare meta e visitare i caratteristici vigneti di Criacao Velha – ma portatevi un cappellino per proteggervi dal sole cocente.

vigneti di Criacao Velha

Dopo i vigneti siamo andati alle piscine naturali di Furna de Santo António: alla prima impressione non ci sono sembrate naturali, poi nuotando in mare, ci siamo accorti che le piscine erano formate da diverse insenature, e l’acqua si colorava di diverse sfumature di blu, gli uccelli che nidificavano sulle rocce circostanti facevano da cornice.

piscine naturali di Furna de Santo António
Piscine naturali di Furna de Santo António

La serata l’abbiamo trascorsa a passeggiare sul lungomare di Pico, dove ci sono diversi spunti per le foto di rito.
Come vi dicevo noi non siamo degli sportivi, quindi abbiamo evitato accuratamente tutti i percorsi di trekking consigliati intorno al vulcano, ma siamo andati a visitare i laghetti dell’entroterra; per arrivarci bisogna percorrere una strada i cui guard rail sono formati da splendide ortensie: strade così curate sono tipiche di queste isole e il primo impatto sulla vista lascia il segno. Altra caratteristica: nei pressi dei laghi si incontrano decine di mucche, che sono comunque abituate agli occhi curiosi dei turisti.

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azzorre laghi con mucche

Tra le diverse alternative che l’isola offriva abbiamo scelto di visitare la città Lajes do Pico, un paesaggio spettacolare, che offre l’opportunità di fare foto davvero uniche. È possibile fare il bagno, ma consiglio le scarpette da scoglio, che per un viaggio alle Azzorre sono un must-have. Anche questo paesino è famoso per la caccia alle balene ed offre l’opportunità di fare escursioni per vederle nell’oceano.

azzorre pico
Foto di Rui Silveira da Pixabay

 

Vi lascio le foto di alcuni paesaggi che si possono scorgere fermandovi in qualsiasi belvedere segnalato su strada. Alle Azzorre ne troverete tanti. Vi consiglio quando avete tempo di fermarvi, alcuni offrono panorami davvero unici.

belvedere Lajes do Pico azzorre

Tappa all’isola di São Jorge

Dopo l’isola si Pico, siamo partiti in traghetto alla volta di São Jorge. Abbiamo soggiornato a Velas, cittadina molto caratteristica. In quest’isola avevamo programmato di fermarci un solo giorno, ci è dispiaciuto perciò aver beccato cattivo tempo e pioggia che ci ha impedito di fare il percorso di trekking consigliato, che parte dalla Serra do Topo verso la Faja da caldeira de santo cristo con tappa a Furna do poio, e di poter godere a pieno dei diversi bel vedere consigliati. Abbiamo quindi deciso di girare in macchina l’isola, che ci ha comunque offerto tante sorprese nonostante il maltempo.

Azzorre Sao Jorge

Ci ha sorpreso che, girando l’isola e visitando le piscine naturali di Pico da Esperança, mentre noi eravamo in giacca a vento e sciarpetta, abbiamo incontrato diverse persone che facevano il bagno 🙂
Di ritorno, stremati a fine giornata, una splendido arcobaleno ci ha accolto a Velas.

azzorre velas arcobaleno

L’isola di Terceira

La quarta isola del nostro itinerario è Terceira: la seconda isola più grande delle Azzorre meritava qualche giorno in più per essere visitata. Il viaggio in traghetto da São Jorge dura 6 ore; molte guide consigliano di spostarsi con l’aereo, noi abbiamo deciso di spostarci solo con i traghetti per l’idea romantica di vedere l’oceano, le balene, i delfini, le natura incontaminata dell’oceano. Data la distanza tra le due isole, questo è stato il primo viaggio vero in oceano aperto e nonostante il mare leggermente mosso non è stata una brutta esperienza. Naturalmente non abbiamo visto nulla perché il vento ci ha costretti a restare al coperto.

Siamo arrivati in serata, stremati, abbiamo cercato un ristorante su Tripadvisor vicino all’hotel e siamo andati a dormire. Abbiamo soggiornato per comodità di spostamento nella città di Praia da Vitoria e abbiamo girato l’isola in macchina.
Un consiglio: noleggiando tante macchine diverse in così pochi giorni, portatevi più carte possibili, sia di credito che prepagate, perché ogni volta le agenzie bloccano un importo. arrivando a saturare il massimale della carta e spesso la procedura di sblocco richiede diversi giorni. Questo accade soprattutto se decidi di non pagare l’assicurazione ulteriore che loro prevedono, al momento del noleggio.
Purtroppo, anche a Terceira il maltempo ci ha seguiti, quindi, abbiamo visitato tutti i punti presenti sul nostro itinerario di viaggio con la felpa sotto la giacca a vento.
Come potrete immaginare il Belvedere di Serra do Cume con la pioggia non rende altrettanto con la pioggia, ma questo non ci ha fermati. Abbiamo fatto tappa anche alle piscine naturali di Biscoitos, naturalmente noi in felpa e giacca a vento e coraggiosi che si facevano il bagno. Di seguito foto di come le abbiamo viste noi e di come sarebbero dovute essere.

Azzorre isola di Terceira terme Biscoitos
Piscine naturale Biscoitos sotto la pioggia

 

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Arresi dal brutto tempo abbiamo visitato Algar do Carvão, un tunnel lavico all’interno della Caldeira de Guillerme Muniz. Il bello delle Azzorre che offre moltissime attrazioni diverse che non permettono ai visitatori di scoraggiarsi. Contenti dell’esperienza, siamo andati a visitare anche la Gruta do Natal una grotta di lava che in fondo alla fine del percorso forma una laguna naturale formata dall’acqua che entrando dall’oceano e bagnando tutte le pareti crea stalattiti e stalagmiti, fino a depositarsi formando una piscina.

 

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Nel tragitto, da una grotta all’altra, ci siamo fermati a visitare la Furnas do Enxofre, un’imponente caverna di origine lavica che oltre a ospitare un lago di acqua fredda, presenta un’importante campo di degassificazione, getti d’aria calda che escono dal terreno.
Infine, abbiamo dedicato un po’ di tempo alla visita della città di Angra do Heroismo, sia a piedi, visitando tutti i monumenti consigliati in città, sia in macchina, per vedere il famoso Monte Brasil. Sia la città che il promontorio antistante sono luoghi ricchi di storia e di bellezza sia artistica che naturale. Sono entrambi assolutamente da visitare.

 

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Il giorno seguente abbiamo visitato la Baía das Quatro Ribeiras, altre piscine naturali, effettivamente molto carine, ma dato che il tempo non permetteva ancora di farsi il bagno, abbiamo deciso di fare un giro dell’isola in macchina, fermandoci ai belvedere più interessanti, e così abbiamo scovato scorci dell’isola davvero interessanti.

Baía das Quatro Ribeiras
Baía das Quatro Ribeiras

L’isola di São Miguel

Dopo Terceira, sempre in traghetto ci siamo diretti verso l’isola di São Miguel e la città di Ponta Delgada, anche in questo caso in traghetto (questo viaggio è stato meno piacevole rispetto agli altri). Prima tappa come in ogni isola, ritiro della macchina. Concluse tutte le lungaggini burocratiche siamo partiti alla scoperta di tutte le bellezze, di São Miguel, che è l’isola più grande e famosa delle Azzorre. È anche l’isola più turistica con più cose da visitare rispetto alle altre. Su quest’isola ci sono diverse terme all’aperto, molte piscine naturali… a andiamo per gradi.

sao miguel azzorre
Foto di Maria e Fernando Cabral da Pixabay

Il nostro itinerario preveda come prima tappa le terme ma lungo la strada abbiamo incontrato la segnaletica per la Cascata do Salto do Cabrito e abbiamo deciso di fare una deviazione (nota, su quest’isola ci sono diverse cascate da visitare). Nonostante il fiume e, quindi, l’acqua non fosse particolarmente calda, c’era tantissima gente a fare il bagno.

azzorre Cascata do Salto do Cabrito
Cascata do Salto do Cabrito

Avevamo letto su una guida che l’orario migliore per andare alle terme è di mattina presto o nel tardo pomeriggio, quindi, visto che eravamo ormai fuori orario siamo andati a visitare la spiaggia Santa Barbara Beach. Una spiaggia enorme di sabbia che per le Azzorre è una cosa rara. Questa spiaggia, per via del vento costante, è anche il paradiso dei surfisti.

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Sao Miguel spiaggia di santa barbara

Altra tappa le frequentatissime terme della Caldeira Velha. Quando finalmente siamo riusciti a parcheggiare e a entrare, ci siamo goduti il tempo in questo affascinante luogo fatto di vasche di acqua calda circondate dalla natura.

Sao Miguel terme della Caldeira Velha

In hotel ci avevano consigliato di scaricare un’app che permette di vedere con la telecamera il meteo in tempo reale dei vari posti dell’isola e delle diverse città delle Azzorre. Ad averlo saputo prima ci saremmo organizzati diversamente le escursioni. Ad ogni modo, a São Miguel abbiamo visitato anche la chiesa di Nostra Signora della Pace, una chiesa che sorge su una collina, un gioiello circondato da ortensie. Un luogo davvero suggestivo.

sao miguel chiesa di Nostra Signora della Pace

Altra tappa nell’isola di São Miguel il Salto do Prego: per arrivarci è necessaria una lunga passeggiata lungo un sentiero di circa due chilometri in una foresta. Anche in questo caso la pioggia ci ha rovinato l’atmosfera. Di seguito la foto di come avrebbe dovuto essere e come lo abbiamo visto noi. Immagino che con il bel tempo sia il sentiero che infine la cascata siano da vedere, come evidenziato in diverse guide.

salto do prego sao miguel azzorre
Salto do prego sotto la pioggia

 

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Il Cozido das Furnas, piatto tipico

Per il giorno successivo, prima di partire avevamo prenotato il Cozido das Furnas in uno dei ristoranti consigliati su Tripadvisor. Il Cozido è un misto di carne e verdure lasciato cuocere per ore in pentoloni inseriti nelle caldeiras, luoghi da cui esce acqua bollente. Sull’isola di São Miguel esistono diverse caldeiras, tra cui le caldeiras di Furnas. Ho anche visto cucinare le spighe di grano che poi vendevano ai turisti. La bellezza del Cozido è anche la ritualità. Tutti i ristoranti si ritrovano verso mezzogiorno nel luogo dove cucinano questo piatto tipico. Ogni ristorante mette la sua insegna, per indicare dove sono i suoi pentoloni. Al momento, di estrarre questi pentoloni dal terreno, i turisti sono lì per assistere all’evento e poi seguire la macchina del ristorante prescelto e andare a mangiare. La porzione è abbondante, in due può difficile da finire; con noi la cameriera si è congratulata per quanto eravamo riusciti a mangiarne.

 

Per digerire il Cozido abbiamo passato il pomeriggio al lago di Furnas, che merita assolutamente una passeggiata.
Il giorno successivo, causa – ancora – cattivo tempo siamo rimasti a Ponta Delgada e abbiamo visitato la città. Ponta Delgada è la città più grande di tutte le Azzorre. Ospita molti palazzi storici e la visita è molto interessante.

È anche piena di negozietti caratteristici che vendono alcuni prodotti alimentari tipici delle Azzorre, dal formaggio, tipico di tutte le isole (si dice che alcune isole abbiano più mucche che abitanti), ai biscotti al cioccolato, che sembrano quasi delle gallette ma comunque molto buoni, e la Massa Sovadauna una sorta di ciambelle di pane che possono essere gustate sia a colazione con la marmellata sia a pranzo o cena con prosciutto e formaggio.

A São Miguel ci sono anche diversi parchi da visitare, il più carino è Jardim Antonio Borges, fatto di finte grotte e finti palazzi di pietra vulcanica.

Isola di Vila Franca do Campo

Quando il tempo è finalmente migliorato siamo andati a vedere la piccola isola di Vila Franca do Campo. Possono accederci massimo 300 persone al giorno quindi bisogna prenotare per tempo, ma considerando la variabilità del clima, a noi non hanno fatto problemi a spostarci la prenotazione.

L’isola è spettacolare come si vede nelle foto, qualcosa di mai visto. Avevo letto su molte guide che l’acqua è calda perché ci sono sorgenti termali, in realtà i locali ci hanno spiegato che in quel punto essendo l’acqua bassa ed riparata dall’oceano riesce a riscaldarsi. Noi che ci siamo arrivati dopo diversi giorni di mal tempo (l’avrete capito, ci ha perseguitato) purtroppo era proprio fredda; ma se non siete freddolosi come noi, come tantissime persone che abbiamo visto ci si può comunque fare il bagno. Il paesaggio naturale è comunque unico nel suo genere.

 

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Di ritorno dall’isoletta a São Miguel ci siamo fermati alle terme Poça da Dona Beija, per rilassarci e per scaldarci, dopo tutti quei giorni di freddo. È stata una scoperta piacevolissima. Presenta diverse vasche termali a diverse temperature, alcune hanno anche delle piccole cascate di acqua calda sulfurea, un vero toccasana. Diciamo che andarcene da qui è stato un vero dispiacere.

 

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Il giorno seguente finalmente il tempo era bello anche nella zona del parco naturale di Sete Cidades, un viaggio completamente ripagato da quello spettacolo, difficile definire a parole.

parco naturale di Sete Cidades

Non abbiamo fatto il trekking consigliato sulle guide di 20 km, ma ci siamo fermati ogni volta che il panorama sembrava promettente. Nella zona ci sono diversi laghi vulcanici circondati da colline che rendono la vista spettacolare. È possibile noleggiare canoe per visitare i laghi e spiaggette sui cui stendersi per prendere il sole.

 

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Nel pomeriggio approfittando della bella giornata siamo andati a visitare tutte le piscine naturali maggiormente pubblicizzate, Piscinas natuais caneiros, Mosteiros beach e le piscine di Ponta Ferraria.

Ponta Ferraria azzorre

Tutte bellissime ma quello che veramente ci ha colpiti è stata la piscina di acqua calda a Ponta Ferraria. Con la bassa marea l’acqua calda che normalmente sgorga da un punto sotto la piscina riesce a scaldare l’acqua dell’oceano ed è un’esperienza incredibile talmente incredibile che abbiamo deciso di trascorrere il nostro ultimo giorno sull’isola.

Copertina – Foto di Pedro Amaro by Pixabay

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