di Giulia Varetti

In Lombardia sono numerosi i siti Unesco da visitare. Si tratta di beni singoli, siti seriali, siti naturalistici e beni immateriali.

Siti Patrimonio dell’Unesco in Lombardia

1. Bergamo e le opere di difesa veneziane tra XVI e XVIIsecolo

Inserito nell’elenco Unesco è l’imponente sistema difensivo unitario della Repubblica di Venezia tra il XVI e il XVII secolo. A Bergamo il perimetro è lungo 5,3 km e ha un’altezza tra i 10,5 e i 22 m. Le mura, in pietra locale, costruite in 27 anni, hanno 5 porte d’accesso (Porta del Soccorso, Porta Sant’Alessandro, Porta San Giacomo, Porta Sant’Agostino e Porta san Lorenzo), 2 polveriere, 14 baluardi, 2 cannoniere e 2 piattaforme, collegati da “sortite e camminamenti”: una fortezza veneta mai espugnata. Il sito, seriale, è riconosciuto dall’Unesco dal 2017 insieme a Peschiera del Garda e Palmanova, in Veneto, Zara e Sebenico in Croazia e Cattaro in Montenegro, con oltre 1000 km totali di fortificazioni.

 

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2. Santa Maria delle Grazie e Cenacolo vinciano a Milano

Forse è il bene Unesco lombardo più conosciuto, inserito nell’elenco nel 1980 per l’influenza che ha avuto sulla pittura mondiale: all’interno di Santa Maria delle Grazie a Milano, è l’Ultima Cena, realizzata da Leonardo Da Vinci tra il 1494 e il 1497 sulla parete del refettorio, con una tecnica diversa da quella dell’affresco (una tecnica a secco molto fragile che gli consentiva di intervenire per modificare i particolari). L’ultimo restauro durò 20 anni, terminando nel 1999.

 

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3. Arte rupestre della Valle Camonica

Il primo dei siti italiani riconosciuto dall’Unesco (1979), è detto anche “La Valle dei Segni”. Sono 8 parchi distribuiti in ValCamonica (BS) in cui si possono ammirare incisioni rupestri preistoriche realizzate in più di 12 mila anni di storia e che rappresentano scene di vita quotidiana a simboli di culto. La rosa camuna, una di queste incisioni antiche, è simbolo della Regione Lombardia.

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4. Villaggio operaio di Crespi D’Adda

Realizzato tra Ottocento e Novecento dalla famiglia Crespi accanto alla fabbrica tessile, il villaggio operaio di Crespi d’Adda è una “città ideale” con le abitazioni dei dipendenti e delle loro famiglie, studiato come una città giardino ottocentesca e dotato di servizi innovativi come l’elettricità e le fognature.

crespi d'adda

Inalterato dagli anni Venti, è l’esempio meglio conservato di villaggio operaio in Europa ed è un esemplare unico di archeologia industriale (nell’elenco Unesco dal 1995).

Guarda lo speciale Treccani su Crespi D’Adda:

5. Sacri Monti di Piemonte e Lombardia

Dal 2003 la Lombardia condivide con il Piemonte il sito seriale Unesco dei 9 Sacri Monti, complessi di cappelle costruiti fra il XV e il XVII secolo che raccontano storie religiose esemplari. La decorazione delle cappelle è composta da sculture a misura reale in terracotta policroma e  affreschi. In Lombardia i due Sacri Monti sono a Varese e Ossuccio (CO), entrambi con 14 cappelle in posizione panoramica che raccontano la storia della Vergine.

sacri monti piemonte e lombardia

 

6. Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino

Dal 2011 esiste il sito seriale Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino tra i territori di Svizzera, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia.

Guarda lo speciale Treccani sui siti palafitticoli preistorici dell’Arco Alpino:

Di 156 siti archeologici, per la maggior parte subacquei o in parte sommersi, 25 sono italiani: in Lombardia sul Lago di Varese sono state trovate le strutture palafitticole più antiche, dell’inizio del Neolitico (Isolino Virginia, Biandronno, Bodio centrale o “delle Monete” a Bodio Lomnago, il Sabbione a Cadrezzate, solo per citarne alcuni), mentre nell’area del Lago di Garda (come il sito del Lucone, a Polpenazze del Garda – BS) si trova la maggiore concentrazione di palafitte, con più di 30 abitati.

 

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7. Ferrovia retica nel paesaggio dell’Albula e del Bernina

A cavallo fra Lombardia e Svizzera, la Ferrovia Retica (Patrimonio dell’Umanità dal 2008) collega Tirano in Valtellina (SO) a Saint Moritz in Engadina, superando la salita del passo del Bernina a 2256 m slm. Il percorso è turistico (con panorami montani mozzafiato) ma anche di trasporto delle merci. Oggi è percorsa dal celebre “trenino rosso del Bernina”.

ferrovie retiche

Guarda lo speciale Treccani sulla Ferrovia retica:

8. Mantova e Sabbioneta

Mantova e Sabbioneta sono due punti strategici dell’attività della famiglia rinascimentale dei Gonzaga: sono infatti due esempi di progettazione urbana diversa. Mantova rinnova un abitato preesistente, mantenendo quindi una pianta irregolare con edifici di epoche diverse (“modello evolutivo”), mentre Sabbioneta è la “città ideale” progettata ex novo (“modello fondativo”). Entrambe sono un riferimento per la diffusione internazionale degli ideali rinascimentali e per questo sono Patrimonio Unesco dal 2008.

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Guarda lo speciale Treccani su Mantova e Sabbianeta:

sabbioneta mantova

9. Monte San Giorgio

I siti del Triassico lombardo di Monte San Giorgio (VA), sono un insieme incredibile di siti e livelli fossiliferi di vertebrati marini, con una successione di famiglie faunistiche che copre circa 12 milioni di anni: sono famosi i fossili di pesci, di rettili di grandi dimensioni (fino a 6 m) e, diffusissimi, delle piccole lucertole acquatiche dette “pachipleure”. Dal 2003 il sito è riconosciuto dall’Unesco.

Guarda lo speciale Treccani su Monte San Giorgio:

 

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10. I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568/774 d.c.)

Il sito seriale “I longobardi in Italia” dal 2011 comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti in Italia, quindi soprattutto palazzi e chiese datati dal VI all’VIII secolo. In Lombardia, è celebre il complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia a Brescia, così come il sito archeologico di Castelseprio (VA) dove si vede l’evoluzione di un castrum militare precedente trasformato dai Longobardi prima in un centro commerciale e poi in un luogo religioso (Basilica di San Giovanni Evangelista, Chiesa di Santa Maria Foris Portas e Monastero di Torba).

casteseprio lombardia

11. Saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese

Il metodo di Liuteria sviluppato a Cremona è considerato il migliore del mondo: oltre 70 pezzi di legno modellati e assemblati rigorosamente a mano danno origine a uno strumento ad arco in esemplare unico (violini, viole, violoncelli, contrabbassi). Tuttora a Cremona il saper fare liutario è legato al lavoro esclusivamente manuale e a un percorso preciso: apprendistato, tirocinio, bottega, materiali, attrezzi, tecniche, sodalizio corporativo. Tutti questi aspetti anche immateriali sono Patrimonio Unesco dal 2012.

 

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I siti citati sono beni Patrimonio dell’Umanità della United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization: in Italia dal 1950 c’è la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (per la Convenzione di Londra del 16 novembre 1945 esistono enti simili nei 195 Paesi membri dell’Unesco).

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