A cura di Nicoletta Pisanu
Cina, Pechino (Beijing) – Visitare il parco Beihai è un’esperienza rilassante e culturale che permette di immergersi al contempo nella storia e nella natura. Camminando tra le antiche costruzioni si avvertono il fruscìo del vento tra la vegetazione e il rumore dell’acqua, che nel parco Beihai certo non manca. Il nome del grande giardino di Beijing, capitale della Repubblica popolare cinese, significa proprio “mare del nord”, per l’importanza che l’acqua ricopre nel paesaggio. Si trova in centro a Beijing ed è uno dei più antichi e grandi giardini dell’intero Paese, con una superficie totale di 682.000 metri quadrati, oltre la metà dei quali sono ricoperti d’acqua.
Il parco Beihai a Pechino
Gli argomenti del post
La sua costruzione è iniziata nell’anno 938, durante il regno di Huitong, nella Dinastia Liao. Il giardino imperiale è stato aperto al pubblico solo nel 1925 e da allora è considerato uno dei luoghi imperdibili da visitare per chi si trova a Beijing. Il parco è stato costruito secondo lo stile tradizionale di un lago e tre colline, con riferimento alla leggenda delle mistiche terre dell’arcipelago di Penglai, luoghi dove secondo la mitologia cinese regnava l’assoluta pace, non esisteva il dolore e i frutti degli alberi donavano l’immortalità. Non era raro che gli imperatori realizzassero i loro giardini secondo l’estetica di quei luoghi mitologici, e così è stato anche per il parco Beihai.
Itinerario
Entrando dal cancello Sud, si incontra subito Tuancheng, la città circolare, con la sala della Luce divina (Chengguang). Attraversando il meraviglioso ponte Yongan si raggiunge l’isola del fiore di giada (Qionghuadao), dove tra le altre cose, è possibile vedere il Bai Ta, il grande stupa bianco. Poi, attraversando nuovamente il ponte Yongan o il ponte Zhishan, oppure prendendo un traghetto, si può raggiungere la parte nord del parco, dove si possono vedere i padiglioni dei cinque draghi e il muro dei nove draghi, oltre ad altri diversi padiglioni e sale.
Quattro luoghi di interesse
Ponte Yongan – Il ponte della Pace eterna, che da Tuacheng conduce a Qionghuadao. È in marmo bianco ed è stato costruito nel tredicesimo secolo e, per attraversarlo, si passa all’entrata e all’uscita sotto a due archi. È una bella passeggiata, circondati dall’acqua, è possibile ammirare il paesaggio e i fiori di loto che crescono numerosi nel lago.
Bai Ta – Si tratta di uno stupa bianco alto quaranta metri posto sul punto più alto di Qionghuadao. Lo stupa è un monumeto buddhista, che solitamente conserva reliquie sacre e rappresenta la mente illuminata. Il Bai Ta fu costruito in origine nel 1651, ma venne distrutto durante un terremoto e quindi ricostruito.
I padiglioni dei cinque draghi – Di epoca Ming, precisamente costruito nel 1531, il complesso era inizialmente un luogo di ricreazione dove l’imperatore poteva trascorrere momenti di relax, pescare o incontrare le concubine e i consiglieri.
Muro dei nove draghi – Di epoca Qing, costruito nel 1756, il muro era inizialmente parte del Padiglione della Perfezione e saggezza. È imponente, con i suoi 25 metri di lunghezza e oltre 5 metri di altezza, ed esteticamente molto bello per l’armonia dei colori accesi. In totale, i draghi rappresentati sono 635: i principali però sono i grandi nove draghi che si trovano su ogni lato del muro.
Servizi
All’interno del parco non mancano toilette, ristoranti e sale da tè. Ci sono anche negozi di souvenir e presidi delle forze dell’ordine.
Come arrivare
In metropolitana con la Linea 6 (fermata Beihai Bei, uscita B). Ai cancelli sud e nord fermano anche diversi autobus.