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di Silvia Lisena

È la punta dello stivale italiano, bagnata da due mari che disegnano alcune fra le più belle spiagge d’Italia: la Puglia vanta un fascino millenario attraendo turisti da ogni parte del mondo che vogliono godere dei sapori, degli odori e dei paesaggi di questa straordinaria regione.

La tradizione culinaria pugliese è ormai leggendaria: orecchiette con cime di rapa, riso al forno alla barese (riso, patate e cozze), taralli, municeddhi (involtini con interiora di agnello), panzerotti e capocollo sono solo alcuni dei piatti che riescono a soddisfare anche i palati più esigenti.

7 città da vedere in Puglia

Tra un giro di pizzica a Taranto e una visita ai trulli di Alberobello, la Puglia lascia sempre un ricordo indelebile. Abbiamo selezionato sette mete da non perdere per farsi conquistare appieno dall’atmosfera del Mezzogiorno!

Molfetta, la città di Caparezza (e di tanto altro)

Situata nella città metropolitana di Bari, questa città è famosa, tra le altre cose, per essere la madrepatria del cantante Michele Salvemini in arte Caparezza.

Abitata sin dalla preistoria come dimostrano le tracce di insediamenti ritrovate nel sito archeologico-naturalistico del Pulo (ossia una dolina da crollo di origine carsica ubicata a pochi chilometri fuori dalla città visitabile gratuitamente), l’origine del nome è duplice: fino al XII secolo la città era chiamata Melphicta dall’antico Melfi, ma il toponimo potrebbe altresì derivare da Melphacta (ossia “fatta di miele”) come la denominarono alcuni esuli ragusani per la mitezza del suo clima e la bellezza del territorio.

Iniziate la vostra visita a Molfetta dalla zona centrale, affacciata sul porto e costituita dal Duomo di San Corrado (patrono): esso è un tipico esempio del romanico pugliese, dotata di tre cupole in asse e due torri campanarie. Le ossa del santo, però, sono custodite nella Cattedrale intitolata all’Assunta, che sorge fuori dalle mura della città vecchia e che è un ex convento dei Gesuiti.

 

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Essendo la vita religiosa molto sentita a Molfetta, vi consigliamo di entrare anche nella chiesa del Purgatorio, in quella di Sant’Anna e in quella di Santo Stefano, situate nel quartiere del borgo, per poi dirigervi verso Bisceglie incontrando la Basilica della Madonna dei Martiri con annesso l’Ospedaletto dei Crociati (luogo di sosta dei pellegrini di passaggio a Molfetta che andavano a Gerusalemme).

Molfetta è una città che offre variegate risposte ai vostri bisogni. Volete fare una passeggiata per godervi la vita cittadina? Potete recarvi presso la Villa comunale Giuseppe Garibaldi, che sorge nell’omonima piazza e caratterizzata da ampi spazi dedicati all’attività ludica dei bambini, percorsi pedonali e varietà floristica.

Se volete fare shopping, corso Umberto I è l’elegante via dei negozi dove potrete dare sfogo ai vostri desideri più sfrenati. Al tramonto o di sera, vi proponiamo due romantiche location: il lungomare Marcantonio Colonna, da cui si può ammirare il panorama sul mare verso Giovinazzo, e la zona del porto dove si possono osservare sia le barche ormeggiate sia l’imponente faro che si staglia al termine del percorso.

Molfetta offre anche moltissime opportunità per pranzi, cene, aperitivi e dopocena, grazie alla folta movida che ha incentivato l’apertura di una vasta gamma di locali dove poter gustare anche un hamburger o una puccia al volo; se, invece, volete gustare l’autentica cucina di mare, consigliamo il ristorante Marechiaro che, oltre a vantare una rinomata clientela, possiede tavoli all’aperto direttamente sul mare per un’esperienza davvero unica.

 

Trani, la città misteriosa

Capoluogo dell’omonima provincia, assieme a Barletta e ad Andria, questa città costituisce un’importante meta turistica e, fino al XVI secolo, un grande scalo commerciale, oltre ad essere stata sede del tribunale e della corte d’appello delle Puglie.

 

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Da non perdere è, innanzitutto, la Cattedrale intitolata a San Nicola Pellegrino (patrono) che è un altro sfarzoso esempio dello stile romanico pugliese: edificata poco prima del 1100 usando la pietra di Trani (ossia un tufo calcareo roseo), presenta un rialzo che si supera grazie ad una doppia rampa di scale che determina la peculiarità della chiesa. Un altro elemento caratteristico, situato sulla parte posteriore, è il transetto rivolto verso il mare e dotato di tre absidi.

Tra le opere architettoniche militari ricordiamo il castello svevo, edificato nel XIII secolo durante il regno di Federico II di Svevia, e il fortino, posto sul molo di Sant’Antonio e punto panoramico di rilievo.

 

Andria, non solo Castel del Monte

Capoluogo dell’omonima provincia, assieme a Barletta e a Trani, questa città fa parte dell’Associazione nazionale città dell’olio ed è patria della burrata di Andria IGP.

Nel XIII secolo, Andria fu governata da Federico II di Svevia che fece costruire il Castel del Monte, simbolo della città situato a 17km da essa nell’altopiano delle Murge occidentali: dal 1996 tale fortezza è dichiarata Patrimonio UNESCO dell’Umanità ed è anche raffigurato sulla moneta da 1cent. La pianta dell’edificio ne determina la grande peculiarità, infatti è ottagonale e caratterizzata da rispettive torri con la medesima struttura, mentre l’interno è suddiviso su due piani collegati da scale a chiocciola.

 

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Rientrando nella città, vi sono altri monumenti di interesse, come la Cattedrale al cui interno è custodita la Sacra Spina di Gesù o la Villa comunale Giuseppe Marano che, con un’area di 70mila mq, rappresenta uno dei polmoni verdi più estesi dell’intera regione: essa ha la forma di un triangolo scaleno ed è caratterizzata da un viale centrale in lastre di pietra da cui si dipanano i percorsi laterali che mostrano un perfetto connubio tra giardino all’italiana e giardino all’inglese, attraverso diverse aiuole e specie floristiche. Sono inoltre presenti aree giochi e letture, campi di calcetto e spazi dedicati ad associazioni, oltre che un suggestivo teatro a forma semicircolare come i corrispondenti greci.

 

Bisceglie, dal Paleolitico ad oggi

Appartenente alla nuova provincia Barletta-Andria-Trani, questa città costituisce un importante centro agricolo. È stata abitata sin dal Paleolitico, ma conobbe il suo fiorente sviluppo soltanto in epoca greco-romana e successivamente nel Medioevo.

Anche qui, l’origine del toponimo è duplice: da un lato, potrebbe derivare dalla forma dialettale Vescegghie a partire dall’antico Visciju (ossia querciola, ad indicare il rispettivo albero che ivi si trova), ma dall’altro potrebbe derivare dal latino vigiliae (ad indicare i posti di guardia presenti in passato sulla via Traiana o sulle coste).

 

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Bisceglie offre un’ampia tipologia di edifici architettonici, tutti meritevoli di una visita. Tracce rupestri sono riscontrabili nell’area dell’agro: fra i 10 Casali, la Grotta di Santa Croce e le strutture dolmeniche, è questa l’occasione perfetta per avere un imprinting con le origini della città.

Tra i monumenti religiosi vi è la Concattedrale di San Pietro Apostolo, edificata nel 1073 in stile romanico pugliese e caratterizzata dalla presenza in cripta delle reliquie dei tre Santi protettori Mauro, Sergio e Pantaleone, e la Chiesa di Sant’Adoeno che rappresenta la chiesa italiana dotata della più diretta filiazione francese (Sant’Adoeno, infatti, era vescovo di Rouen e ivi è conservata anche una sua reliquia).

Infine, tra i monumenti militari ricordiamo, oltre alla cinta muraria dotata di cinque baluardi a scopo difensivo, il Castello e la Torre Maestra: quest’ultima, edificata nel 1060 per volere del conte Pietro di Trani, è alta 27m e ancora oggi perpetua la tradizione, derivata dalla Seconda Guerra Mondiale, di far suonare una sirena alle ore 8 e alle ore 12.

 

Ruvo di Puglia, capoluogo dell’Alta Murgia

Situata nella città metropolitana di Bari, questa città appartiene al Parco nazionale dell’Alta Murgia.

Punto focale della città sono le chiese, in quanto fino al 1982 esisteva la Diocesi di Ruvo che poi venne inglobata nell’attuale Diocesi Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi: iniziate il vostro percorso artistico-religioso dalla Concattedrale, edificata nel XII secolo e sede della ex Diocesi, che costituisce uno dei principali esempi di stile romanico pugliese. Essa presenta una facciata caratterizzata da una forma a capanna con tre portali e la statuetta del Cristo Redentore.

Ruvo di Puglia

In seguito vi consigliamo di vedere la chiesa di San Michele Arcangelo, in stile barocco e voluta da San Francesco d’Assisi, la recente chiesa del Santissimo Redentore (edificata nella prima metà dello scorso millennio) e i vari santuari.

Tra le architetture civili spiccano i palazzi nobiliari di cui un illustre esempio è il Palazzo Jatta, sito in piazza Bovio, costruito nella prima metà del XIX secolo dall’architetto Castellucci in stile neoclassico ed oggi sede del Museo archeologico nazionale Jatta.

Se aspirate a qualche ora di relax, Ruvo ha una pineta comunale che fa al caso vostro: fu realizzata nel 1970, sebbene si supponga che ivi sia nato l’originario nucleo urbano, e possiede una terrazza panoramica da cui è possibile osservare il mare e i borghi costieri ubicati tra Barletta e Bari.

 

Altamura: pane, lenticchie e tanta storia

Situata nella città metropolitana di Bari, questa città vanta un’importanza mondiale sia gastronomica (grazie alla produzione del pane DOP e delle lenticchie IGP) sia storica (grazie alla Rivoluzione di Altamura del 1799, i cui principi ispiratori furono quelli dell’omonima francese, venne chiamata “la leonessa delle Puglie”).

Altamura

I punti di interesse della città sono senz’altro i siti archeologici, tra cui ricordiamo e consigliamo:

  • Pulo: larga 550m e profonda 95m, è la più grande dolina carsica locale situata nella parte settentrionale della Murgia nei pressi della Grotta di Lamalunga. Vi sono caverne e manufatti litici che dimostrano la presenza di nuclei abitativi sin dal Paleolitico, oltre ad una varietà sorprendente di tipo floristico e faunistico grazie alle condizioni favorevoli date dalla conformazione delle doline. Ingresso gratuito
  • Grotte: ricche di stalattiti e stalagmiti, sono presenti su tutto il territorio lungo la Statale. Nella Grotta di Lamalunga, in particolare, nel 1993 vennero ritrovati resti di uno scheletro umano in buono stato di conservazione e pertanto oggetto di studio della migrazione dell’uomo di Neanderthal in Europa. Maggiori info per percorsi didattici e visite guidate su www.coopculture.it.
  • Cava dei dinosauri: istituita nel 1999 a seguito del ritrovamento di circa 30mila orme di dinosauri risalenti al Cretacico superiore, è ubicata in località Pontrelli.

 

Bitonto, la città degli ulivi

Situata nella città metropolitana di Bari, è conosciuta come “città degli ulivi” grazie all’intensa produzione olearia che la caratterizza. Il toponimo deriva dall’antico Botuntum che indica il suo sviluppo in ambito agricolo oppure ha il significato di “città dove scorre acqua”.

 

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Iniziate la vostra visita dal centro storico, nella piazza dove sorge la Cattedrale intitolata a San Valentino: essa fu edificata nel XII secolo in pieno stile romanico pugliese, caratterizzata da una facciata sul cui lato si apre la gotica Porta della Scomunica mentre l’interno è adornato da bassorilievi raffiguranti gli imperatori svevi.

Successivamente procedete tra i bellissimi esempi di architettura civile bitontina, ossia i palazzi e le ville, tra cui spiccano:

  • palazzo Vulpano-Sylos: edificato nel XV secolo sui resti di un’antica torre medievale, presenta un portale caratterizzato da elementi tardo-gotici aragonesi e un cortile tipico rinascimentale napoletano
  • villa Sylos: caratterizzata dalla peculiare pianta a L, fu per molto tempo abbandonata e divenne vittima di numerosi atti vandalici. Recentemente è stata restaurata e a febbraio 2020 è stata inaugurata la Cittadella del Bambino intitolata ad Angelo Vassallo, ossia un’area caratterizzata da parchi monumentali, skate park, piste di pattinaggio ed altri spazi che diventano così luogo ed occasione di incontro per le famiglie delle zone periferiche.
    Ingresso gratuito dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.30.

 

 

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