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di Silvia Lisena

Valle d’Aosta, una regione dalla dualità affascinante che si manifesta in diverse forme: serpeggiando sul  confine con Francia e Svizzera e dislocandosi tra fortezze e cime imponenti, conquista anche l’occhio dello spettatore più distratto.
Da sempre è stata meta ambita dai turisti più esigenti in cerca di qualche ora di brivido da sperimentare sugli impianti sciistici del Monte Bianco e della Bruel-Cervinia, mentre quelli meno sportivi si lasciano cullare dal tepore delle acque termali ove si immergono circondati dall’unicità del paesaggio.
Ecco tre mete che non potete assolutamente perdere se decidete di fare una gita fuori porta in Valle d’Aosta!

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Cosa vedere in Valle d’Aosta

Aosta

Il capoluogo di regione non può prescindere dall’essere una tappa all’interno del vostro itinerario di viaggio. Sin dagli albori si percepisce il suo fascino, infatti la leggenda narra che sia stata edificata sulle rovine della città di Cordelia (o Cordela), fondata a sua volta nel 1158 a.C. da Cordelo, capostipite dei Salassi, come per altro sembra suggerire il nome latino (Augusta Prætoria Salassorum). Mito o realtà? “Ai posteri l’ardua sentenza”, citando Manzoni, e rimandiamo al sito archeologico del quartiere di Saint-Martin-de-Corléans: questa era un’area di origine antichissima, forse del Neolitico, usata come santuario esterno ed è proprio qui che pare si svolgessero le tradizionali funzioni rituali di Cordelia. Nel 2016 è stato inaugurato un museo dove è possibile visitare tali spazi.

aosta città

Aosta viene, a buon diritto, definita “la Roma delle Alpi” perché è la città italiana che conserva più resti romani, seconda solo alla Capitale.

aosta porta pretoria

Un tratto caratteristico che si nota soprattutto grazie all’imponente Arco di Augusto, costruito nel 25 a.C. da Aulo Terenzio Varrone Murena per celebrare la vittoria dei Romani sui Salassi, la cui maestosità ha catturato addirittura il cuore del celebre scrittore Stendhal.

Iniziate a respirare la gloria dell’antica romanità facendo il vostro ingresso nella città mediante una delle quattro porte romane: la Porta Prætoria (quella principale), la Porta Principalis Dextera, la Porta Principalis Sinistra e la Porta Decumana. Successivamente dirigetevi verso la cinta muraria e qui passeggiate, concedendovi un salto indietro in epoca medievale, immersi tra le torri e le rovine del grande anfiteatro.

aosta anfiteatro
Photo by Mat Reding on Unsplash

Non potete non gustare qui i piatti tipici della cucina valdostana che, risentendo delle influenze di quelle delle limitrofe regioni transalpine, offre varie specialità di carne (tagliate, filetti, sottofiletti anche di coniglio e d’oca in paté), formaggi (da provare il Blue d’Aoste e la toma di Gressoney, irresistibili al palato), fonduta, zuppe e vini DOC. Molte osterie sono legate alla tradizione culinaria pur non esimendosi da sperimentazioni moderne e gourmet, ma vi consigliamo di puntare ai locali che profumano di casereccio, certi di farvi provare un’esperienza unica.

 

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Courmayeur

Resort di lusso e tappeti di neve bianca caratterizzano questa piccola cittadina resa famosa dal turismo d’élite. Condivide con la Francia un versante del Monte Bianco dove ogni inverno si riversano sciatori provenienti da ogni parte del mondo.

Meta ben degna di una visita, infatti è interessante passeggiare tra le stradine asfaltate ove si affacciano le vetrine dei negozi dei più grandi marchi della moda italiana e straniera, per poi fermarsi nelle incantevoli terrazzi che si offrono meravigliosi squarci di panorama o che sono dediti alla convivialità più pura come la piazza su cui un tempo affacciava la casaforte dei Piquart de la Tour e che oggi ospita bar con tavolini all’aperto dove rilassarsi sorseggiando un caffè o concedendosi un aperitivo.

Courmayeur

Il fascino di Courmayeur risiede tutto nella dualità valdostana che essa incarna nella maniera più eclatante: boutique ricercate a cui fanno da contraltare costruzioni di epoca medievale come la Torre Malluquin, ubicata in piazza Petigax e abbracciata dal Mont Chetif sullo sfondo, che è risalente al XIII secolo e sede attuale di mostre di varia natura ma anche di esperienze gastronomiche mozzafiato preparate da chef stellati che è possibile prenotare per rendere un’occasione romantica ancora più speciale! (inoltre, la Torre Malluquin vanta il titolo di prima Maison Krug d’Italia)

Sempre in tema culinario, se, dopo un’intensa mattinata sugli sci, avete bisogno di un buon ristoro, come non consigliare di andare da Chiecco? Questo ristorante, che ha gareggiato anche nella trasmissione 4 ristoranti di Alessandro Borghese, si trova sul comprensorio di Courmayeur a circa 1660m d’altezza ed offre una cucina leggermente più raffinata di quella valdostana, con materie prime accuratamente selezionate e dolci fatti in casa, ma che non manca di piatti tipici come la polenta concia.

 

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Cogne

Perla del Gran Paradiso, questa piccola località è capace di offrire un piacevole soggiorno a qualsiasi tipologia di turista sia in estate sia in inverno. L’ampio prato di Sant’Orso consente a grandi e a piccini di fare rilassanti camminate lungo i sentieri o sugli itinerari per ciaspole, respirando a pieni polmoni l’aria di montagna e circondati dal verde.

cogne gran-paradiso

Per quanto riguarda gli sport, Cogne è una delle località più rinomate per lo sci di fondo (con oltre 80km di piste), lo sci di discesa (con possibilità per i più piccoli di cimentarsi grazie ad un campo scuola sul prato) e per l’arrampicata su ghiaccio. In estate vi consigliamo di andare a vedere le Cascate di Lillaz: 150m di altezza suddivisi su tre livelli costeggiati da sentieri che offrono panorami diversi ma ugualmente mozzafiato.

Cogne è molto legata alle proprie tradizioni folkloristiche, tra cui spicca il gruppo corale Lou Tintamaro, che si esibisce con tamburi e fisarmoniche vestendo i costumi tipici e regalando agli spettatori una performance indimenticabile, la Devétéya (discesa dei buoi a valle) e il Gran Paradiso Film Festival con una rassegna dedicata al cinema naturalistico.

Cogne

Sul fronte gastronomico, oltre alla suddetta cucina valdostana, i ristoranti ripropongono i sapori locali del passato con la Seupetta (zuppa di riso, fontina, pane, spezie e burro), la Crema con panna, uova e cioccolato ed infine il Mécoulin che si gusta durante la fiaccolata di fine anno presso il forno di Lillaz.

 

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