Da brava manduriana, potevo mai non consigliarvi una tappa nella mia mitica cittadina? Famosa per il suo vino rosso Primitivo, Manduria è situata nell’alto Salento ionico a 10 km dal mare; sorge in una posizione strategica in quanto equidistante da Taranto, Lecce e Brindisi e dunque da qui, qualsiasi località delle tre province è facilmente raggiungibile in poco tempo. Non sembra ma il suo territorio è molto vasto e comprende circa 17 km di costa.

Prima di addentraci nella lista delle cose da vedere a Manduria, purtroppo devo fare una doverosa premessa, anzi due. La prima è che la lista non è esaustiva, ho dovuto lasciare fuori, per mancanza di spazio, alcuni monumenti, palazzi e luoghi naturali privilegiando i principali. Il secondo è di natura “politica”: purtroppo il patrimonio archeologico, artistico e culturale manduriano soffre di incuria e dell’assenza, anno dopo anno, di una gestione intelligente e illuminata. Insomma, abbiamo un tesoro tra le mani, ma nessuno ancora in grado di gestirlo alle massime potenzialità. Per cui molti luoghi che vi presenterò, nella realtà sono un tantino abbandonati a sé stessi, ma ciò non toglie quanto sia orgogliosa di essere nata in un posto con origini storiche così importanti.

Manduria: le origini

Velocemente qualche parola sulla storia della città, da www.treccani.it
Manduria Comune della prov. di Taranto (178,3 km2 con 31.742 ab. nel 2008), situato a 79 m s.l.m. […] Fu importante centro messapico; conquistata da Annibale, fu presa ai Cartaginesi da Q. Fabio Massimo (209 a.C.). Distrutta dai Saraceni (977), risorse alla fine dell’11° sec. con il nome di Casalnuovo (o Castelnuovo), ma riprese nel 1789 l’antico nome di Manduria.

 

Cosa vedere a Manduria

Il Parco archeologico delle Mura messapiche

Come tutte le cittadine che abbiamo visto nell’articolo Dalla Valle d’Itria al Salento: le 13 citta più belle da vedere, anche Manduria ha una storia antichissima, risalente ai tempi dei Messapi. Infatti, a ridosso della chiesa di Sant’Antonio si trova il Parco archeologico delle Mura messapiche, che conserva la più grande necropoli messapica mai scoperta (circa 2.500 tombe), assieme ad ampi tratti delle tre cerchie murarie (costruite con grandi blocchi di pietra incastrati tra di loro) che fortificavano la città in quel periodo.
Tratti dell’antica cerchia muraria messapica si possono ammirare anche passeggiando nel centro storico della città, in v

 

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San Pietro Mandurino

Un pò di Salento

Il Parco archeologico delle Mura messapiche comprende anche la chiesetta di San Pietro Mandurino, con la sua cappella sotterranea ricca di affreschi, e il Fonte Pliniano.  La Chiesa di San Pietro Mandurino è uno dei luoghi più particolari della zona. Restaurata nel 1724, le sue antichissime mura hanno visto il passaggio di culture e civiltà totalmente diverse.
Si struttura su due piani: nella parte superiore si presenta come una chiesetta (del 9° secolo); mentre al piano inferiore, accessibile attraverso una ripida scalinata scavata nella roccia, è presente una cripta. Lungo i lati, nicchie affrescate ridipinte nell’Ottocento.

san pietro mandurino
Fonte immagine: www.parcoarcheologicomanduria.it

 

Il Fonte Pliniano

Il Fonte Pliniano deve il suo nome a Plinio il Vecchio che lo descrive nella sua opera Naturalis Historia.  Il fonte Pliniano è una sorgente d’acqua nascosta all’interno di una grotta larga circa 18 m. di diametro, a cui si può accedere tramite una scalinata. Questo antichissimo pozzo ha la peculiarità di mantenere il proprio livello d’acqua inalterato indipendentemente da quanta acqua venga prelevata, ed è stato pertanto molto importante in passato. Nei secoli l’acqua di questo fonte è stata anche ritenuta miracolosa… Presente anche un lucernario da cui entra la luce e nel quale spicca un mandorlo, circondato nella parte esterna da piccoli blocchi di pietra disposti in modo circolare e che costituiscono lo stemma vivo della Città di Manduria.

 

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Piazza Garibaldi e Palazzo Imperiali

La vastissima piazza Garibaldi è il fulcro della città: ospita il vecchio Municipio, la chiesa della Madonna del Carmine e l’imponente Palazzo Imperiali (detto anche il castello). Il palazzo, costruito nel ‘600 nel luogo in cui si trovava il vecchio castello normanno, fu originariamente concepito come luogo di villeggiatura e dimora di caccia. Rimase incompiuto dopo la morte della famiglia Imperiali. La facciata è caratterizzata da una balconata arricchita da una lunga ringhiera in ferro battuto, dal portale fiancheggiato da due colonne e dagli stemmi degli Imperiali-Spinola.

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Il centro storico

Il caratteristico centro storico si sviluppa in una serie di stradine strette e contorte. Grazie ai diversi locali e ristoranti aperti nella zona fino a tarda sera è il punto di riferimento per la movida manduriana. Perdetevi tra le sue viuzze, vi sembrerà di vivere in un piccolo mondo antico.

La Chiesa Madre

Tra i monumenti principali del centro storico vi sono la chiesa Madre, dedicata alla SS. Trinità, caratterizzata dalla facciata gotica-rinascimentale, più unica che rara.
rosone-chiesa-madre-manduria

Di notevole bellezza sono il grande rosone centrale decorato e le statue di due leoni poste ai lati del portale. Incerta l’origine, ciò che sicuramente si conosce con precisione è che la chiesa è stata costruita sui resti di una cappella di epoca normanna, sorta intorno al 1090, quando la città venne ridenominata Casalnuovo ad opera di Ruggero Borsa, figlio del duca di Puglia Roberto il Guiscardo. Bellissimo anche l’interno, disposto su cinque navate di cui quella centrale, meravigliosa, che porta all’altare maggiore e dove si possono ammirare diverse nicchie che ospitano all’interno delle statue. Non mancate di visitare il campanile, di recente ristrutturazione, composto da cinque piani sovrapposti.

Il ghetto degli Ebrei

Manduria è uno dei centri più importanti che testimonia la presenza ebraica in Puglia. L’antico quartiere ebraico è situato nel centro storico (uno dei punti di accesso è dall’arco posto di fronte la chiesa Madre). La sua Sinagoga, divenuta nel 17° secolo casa padronale, conserva oggi il caratteristico portale con 14 elementi decorativi floreali.

Il declino della comunità ebraica manduriana cominciò con la creazione del Ghetto, a seguito della bolla di Paolo IV nel 1555 che intendeva difendere la cristianità: il quartiere ebraico venne isolato dal resto della città e sono ancora visibili i tre grandi archi in tufi che serravano il Ghetto. Un’antica tradizione ci fa sapere che le autorità locali della città, alle ore 24 di ogni sera, serravano a chiave quelle porte, riaprendole allo spuntar del sole del mattino seguente: era questo un provvedimento necessario per impedire agli ebrei la propaganda notturna della propria religione.

[fonte: www.pugliain.net]
Passeggiate tra i vicoli dell’antico ghetto e lasciatevi meravigliare dai suoi angoli nascosti.

I palazzi nobiliari: Palazzo Corcioli-Giannuzzi

Il centro storico è ricco di splendidi palazzi. Per iniziare, palazzo Corcioli-Giannuzzi, che presenta elementi del Quattrocento e del Seicento: ricco di storia, è noto anche con il nome di Tuguriu in quanto nel 1930 fu utilizzato come scuola pubblica, diventando un luogo trascurato e angusto. Oggi il giardino del palazzo ospita, in estate, i tavoli del ristorante all’Hostaria. Degno di attenzione il portale d’ingresso, in pietra leccese con al di sopra lo stemma nobiliare della famiglia.
E ancora da menzionare: palazzo Pasanisi in vico Ludovico Omedei 13; palazzo Schiavoni di piazza Vittorio Emanuele, 3; palazzo Briganti di piazza Vittorio Emanuele, 6; palazzo Gigli, di via Marco Gatti 45; palazzo Schiavoni di via XX Settembre, 110; palazzo Dimitri di via XX Settembre, 102. Palazzo Dragonetti (di età cinquecentesca e noto anche come palazzo Bonifacio), nell’antica via delle carceri vecchie.

 

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palazzo pasanisi manduria

La torre dell’orologio

La torre dell’orologio, edificata alla fine del XIX secolo, si trova in borgo Porticella, in corrispondenza quindi, della storica porta d’accesso alla città.

 

Il Calvario

Il Calvario di Manduria è un’opera unica nel suo genere: un museo a cielo aperto della maiolica di fine ‘600-‘800. L’opera raffigura le tappe della Passione di Cristo e la sua realizzazione risale alla seconda metà del XIX secolo. Sorge in piazza Vittorio Emanuele, di fronte alla villa comunale.

 

 

Arco di Sant’Angelo (o Porta Napoli)

Porta Napoli, comunemente nota come Arco di Sant’Angelo, è l’unica porta di accesso alla città ancora in piedi. L’arco accoglie entrando nel centro di Manduria da via Roma e percorrendo corso XX Settembre conduce a piazza Garibaldi e dunque al centro storico della città. La porta fu eretta intorno al 1664-65 su iniziativa dei cittadini di Manduria per motivi religiosi, ovvero per invocare la protezione dell’Immacolata, di San Gregorio Magno e di San Carlo Borromeo sulla città, allo scopo di liberarla dal flagello delle continue intemperie che stavano gravando sull’economia del tempo (all’epoca sostanzialmente agricola).

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In alto, posta in corrispondenza dell’architrave successivamente alla sua costruzione, un’iscrizione ancor oggi leggibile: Manduria Restituta (o Restituita, secondo il dibattito in corso), fa riferimento ad un evento di grande importanza per la città, la restituzione nel 1789, su formale richiesta degli abitanti, dell’antico nome messapico di “Manduria”, che a partire dal 1090, cioè per ben sette lunghi secoli, era stato denominato “Casalnuovo”.

Manduria.

 

Santa Maria di Costantinopoli

Sul corso XX settembre sorge la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, una delle chiese barocche più belle della città. iniziata nel 1664 e terminata nel 1718, ha un aspetto monumentale con facciata a due piani e un’imponente cupola con maioliche policrome. L’interno, a croce latina, conserva un dipinto del pittore manduriano Pasquale Bianchi. Adiancente alla chiesa il convento Agostiniano, noto per essere stato utilizzato come carcere.

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Le masserie

Il territorio manduriano è segnato anche dalla presenza di numerose masserie, per l’esattezza sessanta di cui il 50% abitato. Sono masserie adibite perlopiù all’allevamento del bestiame ovino e bovino e la maggior parte presenta la tipologia a corte o a villa; alcune hanno inglobato nel loro complesso antiche torri, costruite a difesa delle coste dalle scorrerie dei pirati nel XVI secolo.

“Tratto da “Appunti di Viaggio – Iter attraverso le permanenze storico-artistiche della provincia di Taranto”, testi di Maria Giovanna Russo Cadorna ed. Provincia di Taranto – Presidenza del Consiglio, 2001″

Molte Masserie sono state ristrutturate e ospitano oggi ristoranti e strutture ricettive. Sono tante e bellissime, qui una lista con foto di qualche tempo fa.

 

Li Castelli

Per gli amanti dell’archeologia, un’altra area di rilevante interesse storico è quella de “Li Castelli”: è situata su una collina (112 m s.l.m.) a circa 5 km. a sud di Manduria e a 200 m. ad est dalla marina San Pietro in Bevagna.
Le indagini archeologiche condotte fino a qualche tempo fa hanno scovato tracce dell’epoca messapica e pre-messapica.

 

Chiesa di Santa Maria di Bagnolo

Posizione: Vicinale Santa Maria di Bagnolo, a circa 2 km da Uggiano Montefusco.
La chiesa, anch’essa in totale stato di abbandono, è l’unica testimonianza dell’antica struttura a cui apparteneva. All’interno sono stati rinvenuti dei bellissimi affreschi.

Le prime notizie documentate su Santa Maria in Bagnolo, risalgono al XIII secolo , periodo in cui è documentata l’esistenza dell’abbazia alle dipendenze dell’abbate del monastero dei SS. Pietro e Andrea di Taranto. […] La chiesetta, oggi, si compone di due campate ed è affiancata da una vano e un campanile ormai privo delle campane. Nelle vicinanze si possono rilevare i resti di granai e un antico pozzo. L’area a ridosso della chiesa è stata la sede di insediamenti preistorici e in età ellenistico-romanica e medioevale.

(Fonte: www.masserialefiatte.it)

 

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Museo della Civiltà del Vino Primitivo

Il Museo è situato all’interno del Consorzio Produttori Vini di Manduria, sotto le volte a stella, nell’ala più antica. Qui è come tornare indietro nel tempo: da una parte, il Museo permette di conoscere strumenti di lavoro, luoghi di vita quotidiana, attrezzi agricoli d’un tempo, e dall’altro il processo enologico attraverso l’evoluzione della tecnologia. Prima di andare via, non dimenticate di assaporare i vini e l'”Amabile” primitivo.  Il sito ufficiale: www.museodelprimitivo.it

La Marina di Manduria

Infine, se passate da Manduria, non potete non trascorrere del tempo nelle acque del suo mare limpido e cristallino: mare e spiagge infatti, sono di una meraviglia assoluta, sabbia chiara e fondali limpidi. Quando soffia il vento di tramontana venite ad ammirare le 50 sfumature di azzurro! Tra i punti più interessanti di San Pietro in Bevagna, la Riserva Naturale della Foce del Fiume Chidro, il più importante del Salento.

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